02 Febbraio 2020
Non si contrae il coronavirus alla sola vista di un cinese

Sono stato contattato dalla redazione di “Cina in Italia”, e mi è stato proposta una collaborazione da Catania, città con una forte presenza di immigrate e immigrati cinesi.
Adesso, davanti a questo contatto telefonico, è possibile che qualcuna o qualcuno, sospetti che Orazio Vasta possa essere a rischio contagio virus. Possibile simile deduzione, considerato le tante idiozie, dettate dall’ignoranza ca’ si tagghia co cuteddu e dalle crociate razziste che da giorni sono in azione contro tutto ciò che è riconducibile “ai musi gialli” , portatori del virus.
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Questa foto, divenuta virale sui social-network cinesi, ha commosso tutto il web.
L’immagine ritrae Liu Jun, un membro di un team medico in partenza per Wuhan. Prima di partire per la sua missione e di lasciare Urumqi, nella regione autonoma dello Xinjiang, il coraggioso medico abbraccia la sua famiglia in un tenero e straziante saluto.
Il lavoro dei volontari in questi giorni è prezioso e il loro contributo alla lotta contro il Coronavirus li rende dei veri e propri eroi.
武汉加油!
(Foto di Wang Fei- Xinhua)
Ritornando alla redazione di “Cina in Italia”, in questi giorni la collega Hu Lanbo, che da 30 vive a Roma, ha scritto una lettera indirizzata ai “cari amici italiani” dove chiede di non discriminare i suoi connazionali, in modo particolare i bambini. Leggiamo Hu Lanbo, e accendiamo la mente, non si contrae il virus alla sola vista di un cinese.
Sintesi della lunga lettera di Hu Lanbo
“Cari amici italiani, proprio mentre il popolo cinese si apprestava a dare il benvenuto all’anno del Topo, una catastrofe si è abbattuta sul Paese (…)
Wuhan ha sbarrato le porte. Si tratta di una città che ospita 9 milioni di abitanti, un numero a cui si deve sommare una popolazione transitoria di 5 milioni di persone. Persone che non potranno ricongiungersi ai propri cari”.
Questo virus non è nemico dei soli cinesi
” È ancora vivo il ricordo della feroce discriminazione che subirono i cinesi quando, 17 anni fa, si diffuse la Sars.
In questi giorni, in merito alla questione del nuovo coronavirus, sui social-network italiani si sono scatenate aspre critiche contro il popolo e il governo cinese, alcuni media hanno diffuso notizie inesatte che hanno dirottato l’opinione pubblica. Di questo sono sinceramente rammaricata. Temo che questi continui attacchi possano ferire nel profondo i sentimenti dei cinesi e che possano ostacolare in qualche modo l’amicizia tra Italia e Cina.
In una tale crisi, le persone non dovrebbero forse sostenere i cinesi e mostrar loro compassione? Se questo virus è nemico dei cinesi, allora dovrebbe essere nemico di tutti”.
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Il fatto che esistano cinesi che mangiano strani animali selvatici o compiono azioni deplorevoli non…
“I miei compatrioti sono persone di grande spessore: lavoratori instancabili e uomini pacifici. Il fatto che esistano cinesi che mangiano strani animali selvatici o compiono azioni deplorevoli non dà il diritto di insultare l’intera nazione cinese.
Forse non tutti sanno che a Wuhan molti operatori sanitari stanno rischiando la loro vita pur di trovare un modo per debellare il virus. Medici provenienti da tutta la Cina stanno accorrendo nella provincia dello Hubei, così come i soldati che si stanno recando sul luogo per combattere la guerra contro questa epidemia. Smettiamo di sprecare la nostra vita nell’ignoranza.
È vero, il governo cinese e quello italiano usano approcci molto differenti, ma ancora una volta, questo non dà alcun diritto di insultare senza distinzione”.
Appello alla stampa italiana a non alterare le notizie
“Ogni volta che l’Italia ha subìto danni causati dai terremoti, i cinesi sono sempre accorsi in suo aiuto inviando offerte di denaro e manifestando solidarietà. È questo il tipo di calore con cui si devono confortare le vittime di un disastro. Perciò vi prego, non umiliate la mia patria in questo momento di difficoltà, dimostrate al mio popolo umanità e comprensione. Prego inoltre i media di non alterare la realtà, arrivando persino a fabbricare fake-news solo per attirare l’attenzione dei lettori. Vi prego di svolgere il vostro lavoro secondo criteri etici”.
Non discriminate anche i bambini cinesi, occorre solidarietà.
“In Italia vivono 300.000 cinesi, così come decine di migliaia di italiani studiano, lavorano e si sono stabiliti in Cina. Gli immigrati cinesi di seconda o terza generazione sono nati qui. Vi prego di non discriminare indistintamente tutti i cinesi, soprattutto se si tratta di bambini. Sono comportamenti molto pericolosi, capaci di procurare alla società danni inestimabili.
Fermiamoci a pensare solo per un momento, come ci sentiremmo se scoppiasse un’epidemia in Italia e i cinesi trasformassero WeChat in un campo di battaglia in cui sferrano insulti e discriminazione? In un momento come questo, tutto ciò di cui c’è bisogno è umanità e solidarietà.
I cinesi non sono soli, se tutto il mondo si unisse in un abbraccio di solidarietà, il nuovo temibile coronavirus non avrebbe scampo”.
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