22 Novembre 2018

Ragazza rapita in Kenya, parla un amico: “A Silvia le regole non vanno giù”

Le news di oggi sono concentrate sulla ragazza rapita in Kenya. Si teme la mano jihadista dietro l’attentato e il rapimento e l’attentato fatto al mercatino di Chakama. Nel corso di queste ultime ore, grazie alle testimonianze dei residenti nel villaggio, è stato possibile riconoscere il capo dell’organizzazione.

Asec Trade S.r.l.

“Sono andati a colpo sicuro, sapevano che…”

Subito dopo l’annuncio riguardante Silvia Romano, ragazza rapita in Kenya (Per approfondire Clicca Qui),.LilianSora, presidente dell’Africa Miele Onluns, ha dichiarato: “A quanto ci hanno raccontato le persone che abitano nel villaggio sono arrivati quattro-cinque individui armati che hanno lanciato un petardo,.facendo sollevare la sabbia e hanno sparato più volte– spiega Sora-. Poi sono andati, a colpo sicuro, nella casa dove era la nostra volontaria, probabilmente perché lì sapevano che c’era una italiana, anche se non so spiegarmi il motivo di quello che è successo. In quel momento era da sola, perché altri erano partiti e altri ancora arriveranno nei prossimi giorni“.

Continua dopo la foto

Silvia Romano rapita in Kenya

Fonte Foto: repubblica.it

Silvia Romano è ragazza rapita in Kenya

Cosa sia successo realmente la sera del 20 novembre è ancora al vaglio degli inquirenti. Si teme la mano jihadista, ma ancora non è stato rilasciato alcun comunicato ufficiale o richiesta di riscatto. Motivo per cui si teme che Silvia Romano, la ragazza rapita in Kenya, possa esser già morta. In questo frangente però, grazie alla collaborazione dei residenti, che avrebbero cercato anche di aiutare la ragazza, hanno fornito delle testimonianze importanti per l’identificare il responsabile del gruppo. Ore fa, inoltre, è stata diffusa la notizia relativa all’arresto di 14 persone, residenti nella cittadina, complici del rapimento. (Per approfondire Clicca Qui).

“Ho detto loro che se ne era andata ma non mi hanno creduto”

Un testimone diretto, Ngala, della vicenda, che ha cercato di salvare Silvia Romano, ha raccontato: “Ho detto loro che se ne era andata ma non mi hanno creduto e si sono precipitati nella stanza, dove l’hanno trovata. L’hanno schiaffeggiata duramente finché Silvia è caduta. Diceva: Ronald, per favore, per favore! Ronald, per favore aiutami,– ha detto Ngala-. Ho provato a respingere un uomo che la teneva giù per legarle le mani dietro la schiena, ma qualcuno mi ha colpito in testa con un bastone e ho quasi perso i sensi. Lei mi ha detto di mettermi in salvo e sono fuggito“.

“A Silvia non piacciono le regole”

L’agenzia di stampa Ansa, che sta seguendo da vicino la vicenda, ha pubblicato la testimonianza di Davide Ciarrapica, fondatore della Onlus Orphan’s Dream attualmente in Kenya. Nel mese di agosto i due aveva fatto un’esperienza di un mese di volontariato lo scorso agosto nell’orfanotrofio di Likoni.

Continua dopo la foto

Chi è la ragazza italiana rapita in Kenya

Fonte Foto: huffingtonpost.it

Quando un mese fa è tornata in Kenya, Silvia mi è venuta a trovare e le ho detto di non andare a Chakama, perché non è un posto sicuro, ma lei mi ha risposto che lì erano tutti suoi amici. Noi viviamo in una piccola città, con la corrente e la sicurezza di notte, a Chakama non c’è nulla. Solo una camera per i volontari, ma – spiega Davide Ciarrapipa- ci sono meno regole da seguire e a Silvia le regole non vanno giù. Dopo 20 giorni qui voleva assolutamente uscire la sera e lo abbiamo fatto, ma io sono qui per lavorare e casini non ne voglio. Comunque – prosegue – siamo rimasti amici e mi ha spiegato che andava a Chakama perché le avevano proposto di fare la referente e perché lì poteva svegliarsi quando voleva e uscire con gente del posto. A Chakama,- secondo Davide-, fino a poco fa c’erano altri volontari, che sono partiti da poco, ed erano anni che non succedeva nulla. In giro si dice che chi ha rapito Silvia cercava dei soldi, ma – conclude – non si cercano soldi a Chakama“.

Vuoi rimanere sempre aggiornato?
Seguici su Facebook, Twitter e sul nostro canale Telegram.

Ultimo aggiornamento

redazione

redazione