26 Ottobre 2026
Catania, protesta al Wojtyla: deserti tutti e cinque i plessi

Protesta degli studenti del Karol Wojtyla di Catania: assenza collettiva nei cinque plessi per denunciare problemi a laboratori e strutture
Aule vuote in tutti i plessi
CATANIA – Aule vuote e banchi deserti nei cinque plessi dell’I.P.S.S.E.O.A. “Karol Wojtyla” di Catania. Gli studenti hanno scelto oggi, lunedì 26 ottobre, un’assenza collettiva come forma di protesta per richiamare l’attenzione sulle condizioni dell’istituto. L’iniziativa, promossa dalla componente studentesca, punta a portare all’attenzione pubblica una serie di criticità che, secondo i rappresentanti, incidono sulla qualità della formazione.
«Abbiamo scelto il vuoto come protesta»
«Abbiamo scelto di fare del vuoto il nostro strumento di protesta», spiegano i rappresentanti degli studenti. «Lasciare la scuola deserta significa ricordare a tutti che la scuola non è fatta solo di mura e burocrazia, ma vive grazie agli studenti. Senza di noi, l’istituto semplicemente non esiste».
Laboratori, materiali e strutture nel mirino
Al centro della mobilitazione ci sono soprattutto problemi di carattere strutturale e didattico. Gli studenti denunciano laboratori inefficienti e apparecchiature non funzionanti, carenza di materiale didattico e condizioni ritenute inadeguate in diversi edifici, per i quali chiedono interventi di manutenzione straordinaria e riqualificazione. Criticità particolarmente rilevanti per un istituto professionale in cui una parte significativa della formazione passa proprio attraverso attività pratiche e laboratoriali.

Il richiamo anche al caro vita
Nel comunicato gli studenti collegano inoltre la protesta a un quadro più ampio di difficoltà economiche che interessano le famiglie, citando l’aumento del costo della vita, dei carburanti e dei trasporti pubblici. «Questo momento non può passare inosservato – concludono i rappresentanti –. La città e le istituzioni devono comprendere che chiediamo risposte concrete e interventi immediati per la nostra formazione».




