06 Luglio 2026

Catania, spaccio e armi in strada preoccupano l’Antimafia

Catania, spaccio e armi in strada preoccupano l’Antimafia

La Commissione regionale antimafia si è riunita a Catania dopo le ultime sparatorie. Cracolici: in città 42 piazze di spaccio e sequestri record di cocaina

La Commissione regionale antimafia si è riunita a Catania, in prefettura, a poche ore dalle ultime sparatorie registrate in città, tra via Stella Polare, nel quartiere San Cristoforo, e via Ammiraglio Caracciolo, nella zona di viale Mario Rapisardi.

All’incontro hanno preso parte i vertici delle forze dell’ordine, il prefetto Pietro Signoriello, il procuratore capo della Dda di Catania Francesco Curcio e il capo centro operativo della Direzione Investigativa Antimafia di Catania, Felice Puzzo.



Al termine della riunione, il presidente della Commissione regionale antimafia, Antonello Cracolici, ha fatto il punto sul quadro criminale cittadino, segnato da una preoccupante presenza di armi, droga e piazze di spaccio.

Ci sono segnali che indicano che a Catania non solo si spara, ma si spara in mezzo alla folla”, ha dichiarato Cracolici. Secondo il presidente della Commissione, esiste il rischio di una recrudescenza violenta, anche se gli investigatori non collegherebbero direttamente gli ultimi episodi a una faida tra clan mafiosi.

Cracolici ha spiegato che alcune azioni potrebbero essere riconducibili a soggetti che aspirano a entrare nelle organizzazioni criminali o a dinamiche legate al controllo del traffico di droga, all’egemonia sui territori e alla riscossione dei proventi illeciti.

Uno dei dati più significativi emersi riguarda il mercato degli stupefacenti. Catania si conferma una delle principali piazze del traffico di droga in Sicilia. In città sarebbero attive 42 piazze di spaccio. Solo la Polizia di Stato, nei primi sei mesi dell’anno, ha sequestrato circa 160 chili di cocaina, un quantitativo superiore a quello sequestrato nell’intero 2024.

Anche Guardia di Finanza e Carabinieri avrebbero confermato un incremento dei sequestri. Secondo Cracolici, Catania non è soltanto un mercato locale, ma anche un centro di smistamento della droga verso altre province siciliane e verso l’intera Sicilia orientale.

Il presidente della Commissione antimafia ha poi posto l’accento sui tempi della giustizia, ritenuti troppo lunghi rispetto alla rapidità con cui si muovono i gruppi criminali.

“Quando viene emessa un’ordinanza dalla Procura per l’applicazione di misure cautelari e si attende la pronuncia del Gip, può passare anche più di un anno”, ha affermato Cracolici, sottolineando che in questo arco di tempo i soggetti coinvolti possono continuare a delinquere.

Sul tema delle sparatorie, il presidente ha scelto una linea di prudenza. Gli elementi investigativi, al momento, porterebbero a ritenere che alcuni episodi recenti possano essere legati anche a motivi personali. Ma Cracolici ha ricordato come, nella storia della mafia, spesso i delitti venissero accompagnati da tentativi di depistaggio o di “mascariamento” della vittima, spostando l’attenzione dalle responsabilità criminali ai presunti comportamenti della persona colpita.

Per questo, ha spiegato, serve cautela nel leggere i fatti di sangue che si verificano in città.

Resta il dato di fondo: a Catania la criminalità è armata e dispone di armi molto pericolose, anche da guerra. Per Cracolici, il contrasto al traffico di armi deve diventare una priorità, al pari della lotta al traffico di droga.

La riunione della Commissione antimafia conferma quindi l’attenzione istituzionale su una città attraversata da tensioni criminali, dove il mercato della cocaina, la diffusione delle armi e la violenza in strada rappresentano un fronte delicato per la sicurezza pubblica.

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Salvo Giuffrida

Salvo Giuffrida

Salvatore Giuffrida (OdG Sicilia N^ 171391). Classe 1970 giornalista (ex chimico). Il mio motto: “Seguire ma mai inseguire”.