06 Luglio 2026
Etna,Mpa: “Serve un piano integrato tra Catania e Comiso”

Dopo i disagi causati dall’attività eruttiva dell’Etna, il Mpa chiede un piano industriale integrato tra gli aeroporti di Catania e Comiso e la sospensione del bando di privatizzazione SAC
L’emergenza legata alla nuova attività eruttiva dell’Etna riaccende il dibattito sul sistema aeroportuale della Sicilia orientale e sul processo di privatizzazione della SAC.
A intervenire è la coordinatrice Mpa Catania, Pina Alberghina, che chiede un piano integrato tra gli aeroporti di Catania e Comiso, ritenuto indispensabile per affrontare in modo più efficace situazioni di crisi come quella delle ultime ore.
“La nuova e prevedibile attività eruttiva dell’Etna – dichiara Alberghina – che ha imposto la temporanea chiusura dell’aeroporto di Catania e la conseguente cancellazione di numerosi voli e il dirottamento di molte tratte verso gli aeroporti di Palermo e Trapani, rappresenta un disastro logistico”.
Secondo la rappresentante del Mpa, quanto accaduto confermerebbe le perplessità già espresse sul processo di privatizzazione avviato dalla SAC, definito “frettoloso e poco chiaro”. In particolare, Alberghina richiama la necessità di un piano industriale integrato che metta realmente sullo stesso piano gli scali di Catania e Comiso.
“Comiso è l’unica vera valvola di sfogo logistica della Sicilia orientale – aggiunge – e non è pensabile che continui a essere mantenuto come una ruota di scorta”.
Il riferimento è al divario tra i due scali: da un lato Catania, con volumi di traffico molto elevati, dall’altro Comiso, retto dalla medesima governance SAC ma con numeri nettamente inferiori. Secondo Alberghina, proprio questo squilibrio rende urgente una strategia comune, capace di valorizzare lo scalo ragusano non solo nei momenti di emergenza, ma come parte stabile del sistema aeroportuale orientale.
La coordinatrice Mpa pone inoltre un interrogativo sulla futura gestione privata dell’infrastruttura.
“È naturale chiedersi cosa potrebbe accadere, in un futuro prossimo, in presenza di eventi straordinari con la gestione di un fondo di investimento privato, se già la gestione pubblica non riesce a fronteggiare questi episodi”.
Per il Mpa, il controllo dell’infrastruttura aeroportuale deve restare ancorato a precisi obblighi di servizio pubblico, continuità territoriale e sviluppo equilibrato per entrambi gli scali di Catania e Comiso.
Secondo Alberghina, il collasso logistico registrato nelle ultime ore impone una riflessione immediata e decisioni conseguenti.
“Il collasso strutturale di queste ultime ore – conclude – impone l’immediata sospensione del bando di gara e l’attivazione di una mobilitazione istituzionale a tutti i livelli, sia comunale che regionale”.
La posizione del Mpa si inserisce così nel confronto politico e istituzionale sulla privatizzazione SAC, riportando al centro il tema della gestione integrata degli scali e della capacità del sistema aeroportuale siciliano di reggere alle emergenze provocate dall’attività dell’Etna.





