03 Luglio 2026
Tenta di uccidere la compagna, 30enne in carcere

A Catania la Polizia ha fermato un 30enne accusato di avere tentato di uccidere la compagna. Decisivo l’allarme lanciato dalle amiche della vittima
La Polizia di Stato ha sottoposto a fermo di polizia giudiziaria un 30enne catanese, accusato di avere tentato di uccidere la compagna.
L’episodio è avvenuto nei giorni scorsi. La donna si trovava in casa e stava conversando con alcune amiche attraverso una piattaforma social quando, all’improvviso, l’uomo sarebbe entrato nella stanza intimandole di interrompere la conversazione e di consegnargli il cellulare.
Al rifiuto della donna sarebbe nata una lite, culminata con una minaccia di morte. Le amiche, ancora collegate in videochiamata, hanno assistito virtualmente alla scena fino a quando il collegamento si è interrotto dopo un urlo della vittima.
Preoccupate, le donne hanno provato più volte a richiamarla, senza ricevere risposta. Hanno quindi lanciato l’allarme alla Sala Operativa della Questura di Catania attraverso il numero unico di emergenza, facendo intervenire i poliziotti della squadra volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico.
Gli agenti hanno raggiunto l’abitazione e citofonato insistentemente per diversi minuti, senza ottenere risposta. È stato quindi richiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco per accedere all’appartamento.
Una volta entrati, i poliziotti hanno trovato sangue in diverse stanze, mobili e oggetti rotti. La coppia era in camera da letto: l’uomo avrebbe finto di dormire, mentre la donna era in stato catatonico, con il volto tumefatto e altri evidenti segni di lesioni.
La vittima è stata soccorsa e affidata ai sanitari del 118, che l’hanno trasportata d’urgenza in ospedale. Dai primi accertamenti sono emersi segni compatibili con un tentativo di strangolamento, la frattura delle ossa nasali e un trauma cranico con emorragia cerebrale. Nelle ore successive la donna è stata dichiarata fuori pericolo, pur rimanendo ricoverata per la gravità delle lesioni.
Dal racconto delle amiche è emerso che l’uomo avrebbe avuto una gelosia morbosa e asfissiante nei confronti della compagna, con la quale aveva una relazione da meno di un anno. Secondo quanto ricostruito, si sarebbero verificati litigi frequenti, spesso degenerati in atteggiamenti aggressivi. Già a febbraio i poliziotti erano intervenuti per un analogo episodio di violenza domestica.
Il 30enne era stato inoltre destinatario, nel 2023, di un ammonimento del Questore per violenze nei confronti dell’ex moglie. Altre circostanze di aggressione sarebbero emerse anche in relazione a precedenti rapporti sentimentali.
Nell’abitazione sono intervenuti gli agenti della Polizia Scientifica per effettuare i rilievi e raccogliere eventuali prove, tracce ematiche e biologiche.
Sulla base degli elementi raccolti, da verificare in sede giudiziaria, e tenuto conto del concreto pericolo di fuga, poiché l’uomo non aveva una fissa dimora, i poliziotti hanno proceduto al fermo di polizia giudiziaria, ferma restando la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.
Il pubblico ministero del gruppo specializzato nei reati contro la violenza di genere della Procura Distrettuale di Catania ha disposto il trasferimento del 30enne in carcere, in attesa del giudizio di convalida. Il giudice, dopo l’interrogatorio di garanzia, ha convalidato il fermo e applicato la misura della custodia cautelare in carcere.
Ancora una volta, il tempestivo intervento delle forze dell’ordine e l’allarme lanciato dalle persone vicine alla vittima si sono rivelati decisivi per evitare conseguenze irreparabili.
La Polizia ricorda ai cittadini di chiamare immediatamente il 112 quando si teme per la propria incolumità o quando si è a conoscenza di situazioni di pericolo. Le segnalazioni possono essere inviate anche tramite l’app YouPol, utilizzabile anche in forma anonima.






