29 Giugno 2026
Servizio Idrico, Sie contro Ati: “Amnesia sugli obblighi”

Servizio idrico, SIE contesta la proposta di delibera ATI e rivendica la volontà di acquisire le gestioni, investire e migliorare i servizi
Si riaccende lo scontro sul servizio idrico integrato e sul ruolo di SIE nella gestione unica.
In vista della prossima discussione dell’Assemblea dell’ATI, la società interviene duramente sulla proposta di delibera, contestando quella che viene definita una “amnesia generale” sugli obblighi dell’Ente regolatore.
Secondo SIE, nella proposta non verrebbero richiamati gli obblighi dell’ATI derivanti dalla propria funzione, dalla Convenzione e dai giudicati intervenuti negli anni.
Il primo nodo riguarda gli atti regolatori. SIE sostiene che l’ATI non avrebbe ancora approvato l’aggiornamento di PEF, Piano degli interventi e sviluppo tariffario, documenti considerati fondamentali per le concessioni del servizio idrico integrato.
La società ricorda inoltre che il Ministero delle Infrastrutture avrebbe sospeso i fondi PNRR proprio in attesa dell’approvazione di tali atti regolatori, ritenuti condizione necessaria per l’ammissibilità e l’utilizzo delle risorse.
Altro punto contestato riguarda il mancato subentro nelle gestioni in house o aziendali, come SOGIP, ACOSET, SIDRA e AMA. Secondo SIE, la proposta attribuirebbe alla società una responsabilità che invece dipenderebbe dalla mancata approvazione, da parte dell’ATI, dei cosiddetti “valori di subentro”.
Per SIE, infatti, la Convenzione prevede che la società possa subentrare a tali gestioni solo dopo il pagamento dei valori di subentro, che avrebbero dovuto essere approvati dall’ATI entro aprile 2025 e che, secondo la ricostruzione della società, non sarebbero ancora stati definiti.
Da qui l’accusa: SIE sarebbe impossibilitata ad acquisire quelle gestioni per responsabilità dell’ATI. La società ricorda anche di essersi nuovamente rivolta al giudice per chiedere la nomina di un commissario ad acta, affinché vengano approvati atti regolatori, valori di subentro e consegna delle gestioni.
Nel documento si respinge anche l’idea che SIE non voglia prendere in carico i depuratori. La società sostiene di gestirne già nove e sottolinea che, per gli altri, servono approvazioni tecnico-amministrative e coperture economiche, attraverso atti regolatori oggi assenti o finanziamenti pubblici.
SIE rivendica inoltre l’attività svolta nell’ultimo anno e mezzo, ricordando oltre 3.720 interventi manutentivi sulle infrastrutture consegnate, la costruzione di un pozzo, la programmazione di altri quattro e l’installazione di oltre 50 sistemi di telecontrollo su serbatoi e pozzi.
La società contesta infine il riferimento a presunti dissensi interni o confronti tra soci come possibile causa di scioglimento del contratto, chiedendosi se una nota di ACOSET possa davvero trasformarsi in un presunto grave inadempimento di SIE.
La posizione della società è netta: SIE afferma di avere partecipato alla gara e lottato negli anni perché vuole acquisire tutte le gestioni, realizzare gli investimenti, completare le opere e migliorare i servizi per l’utenza.
Allo stesso tempo, SIE dichiara di restare disponibile al confronto con le istituzioni coinvolte, purché la soluzione punti davvero al bene degli utenti e non a “cambiare tutto per non cambiare niente”.






