28 Giugno 2026
Gabbani apre il Wave Summer Music, a Villa Bellini una festa di musica, emozioni e sorrisi

Un abbraccio lungo due ore, fatto di musica, sorrisi e gratitudine reciproca
Francesco Gabbani ha inaugurato il Catania Summer Fest con una Villa Bellini gremita, regalando al pubblico uno spettacolo che ha ripercorso i suoi primi dieci anni di carriera, tra grandi successi, brani più recenti e momenti di autentica emozione. La data etnea, inserita nel cartellone del Wave Summer Music e organizzata da Giuseppe Rapisarda Management, arriva a un anno di distanza dall’apprezzata esibizione al Teatro Antico di Taormina, confermando ancora una volta il forte legame tra l’artista toscano e la Sicilia.

Sul palco il cantautore di Carrara si è mostrato esattamente come il pubblico lo conosce: spontaneo, ironico e profondamente umano
Una scarica inesauribile di positività, capace di coinvolgere spettatori di tutte le età. Il suo è un concerto che non si limita alle canzoni, ma diventa un dialogo continuo con chi lo segue. “Catania ti amo”, ha detto più volte dal palco, ringraziando il pubblico per il calore ricevuto. Parole che ha voluto ribadire anche il giorno successivo sui social: “Una Villa Bellini così piena di energia ce la portiamo nel cuore. Grazie Catania per l’abbraccio di ieri sera.”
Fin dalle prime note l’atmosfera è stata quella di una grande festa
Tantissimi i cartelloni dedicati all’artista. “Se volevo piacere a tutti nascevo Gabbani”, frase trascritta in una maglietta che gli è stata regalata durante la serata.
A rendere ancora più speciale la serata è stata la fan action organizzata dai sostenitori dell’artista
Su ogni sedia erano stati lasciati due cartoncini da utilizzare in momenti precisi del concerto: durante Summer Folk il pubblico ha alzato la scritta “Tu sei magico”, mentre sulle note di Eternamente Ora Villa Bellini si è colorata con il messaggio “Sei l’acqua buona in cima alla salita”, accompagnato da un post-it fucsia. Per Viva la vita, invece, i fan hanno acceso le torce dei cellulari applicando due piccoli fiori di carta, uno giallo e uno fucsia, trasformando il parco in un suggestivo mare di luci colorate. Un gesto semplice ma carico di affetto, che ha emozionato Gabbani e reso ancora più forte il legame con il suo pubblico.
Gabbani ha ricordato il suo esordio sanremese: “Dieci anni fa ho fatto Sanremo Giovani con Amen”. Poi ha aggiunto una riflessione accolta da un lungo applauso: “Non do per scontata la vostra presenza, questo ha un valore gigantesco per me. Grazie di cuore.”
Particolarmente toccante il momento successivo all’esecuzione di Un sorriso dentro al pianto. Gabbani ha salutato con un affettuoso “Ciao Ornellina”, ricordando Ornella Vanoni interpretando il brano scritto per lei. Ne sono seguiti lunghi minuti di applausi che hanno trasformato il concerto in un intenso momento di condivisione.
L’artista ha poi regalato un’altra sorpresa facendo salire sul palco il piccolo Riccardo, con il quale ha interpretato insieme Amen, tra l’entusiasmo del pubblico. Alla batteria, come sempre, il fratello Filippo, presenza ormai imprescindibile della sua band.

La scaletta ha ripercorso l’intera carriera dell’artista alternando i brani che lo hanno consacrato al grande pubblico, come Occidentali’s Karma, Viceversa, Tra le granite e le granate, Pachidermi e pappagalli, Frutta malinconia e Spazio tempo, ai pezzi più recenti. Immancabile anche Viva la vita, presentata all’ultimo Festival di Sanremo, fino ad arrivare, quasi nel finale, al nuovo singolo Summer Folk, accolto con entusiasmo dai fan.
Più che un semplice concerto, quello di Francesco Gabbani è stato un viaggio attraverso il suo modo di vivere la musica: leggero ma mai superficiale, capace di far ballare e riflettere nello stesso momento
Un artista dal cuore puro e dai sorrisi sinceri, qualità che emergono senza artifici e che spiegano il rapporto speciale costruito negli anni con il suo pubblico. A Villa Bellini non è salito sul palco soltanto un cantante di successo, ma una persona che continua a emozionarsi davanti all’affetto della gente.






