23 Giugno 2026

“Da Catania con furore”, ancora un successo per Valentina Indelicato

“Da Catania con furore”, ancora un successo per Valentina Indelicato

A Livorno, presso la Terrazza Mascagni, domenica 21giugno
si è conclusa la 1ª edizione del Premio “Dietro la Nebbia” – Pino Scarpettini
dedicato “alla musica, ai talenti emergenti e ai grandi nomi che hanno lasciato il segno nel panorama artistico italiano”.

La serata, presentata da Marco Leonetti di “Radio incontro”, ha visto sul palco come ospiti I Trolls, Luisa Corna, Marco Ferradini, Alessio Colombini, Giuliano Panattoni, 10 Diaz, Lorenzo luracà, Mario Botteghi e Gli Omelet.

La giuria altamente qualificata – composta da Dario Salvatori, Alessio Boni, Mario Fabiani, Fabio Ceccanti, Paolo Cavaleri, Marco Bongini – ha dovuto scegliere fra questi finalisti in gara: Alis Mata, Manuel Santini, Giulia Vestri, Sperso, Alfredo Marasti, Elia Lunardi, Valentina Indelicato e LioN.

Il premio è stato assegnato alla giovane cantautrice catanese Valentina Indelicato: “Da Catania con furore”, ha sottolineato il presentatore annunciando l’ennesimo successo di Valentina.



“Un riconoscimento lontano da casa – commenta Valentina Indelicato – che accolgo con molta gratitudine e che dedico a chi continua ad ascoltare, sostenere e credere nella forza delle canzoni raccontate con anima e autenticità. Grazie alla giuria, all’organizzazione, agli artisti che hanno condiviso questo percorso insieme a me e a tutte le persone presenti, fisicamente e con il pensiero. Grazie di cuore”.

Oltre al premio, Valentina ha riveuto l’opportunità di avere la produzione e la distribuzione di un suo brano inedito.

A proposito di brano, la cantautrice etnea ha vinto eseguendo ‘Niente’: “Quanto può far male se si sente sulla pelle / anche una goccia di pioggia scende piano, lentamente, senza dire niente”.

Un brano che rappresenta la cantautrice, un sorta di auto-dedica: “‘Niente’ – ci dice Valentina – nasce da tutte quelle volte in cui ho detto “fa niente” per non complicare le cose, anche se dentro era tutto il contrario. È per chi si tiene tutto addosso, per chi fa finta di non sentire, per chi tiene le parole tra le dita aspettando che scivolino via. L’ho scritta con il cuore un po’ stanco e un po’ grato: stanco di minimizzare, ma infinitamente grato per ciò che è rimasto anche quando non trovavo le parole”.

Orazio Vasta

Orazio Vasta