18 Giugno 2026
Amy Winehouse a Catania prima del mito: le foto inedite della star a 20 anni

Era il 18 giugno 2004 quando una giovanissima Amy Winehouse arrivò in piazza Duomo. Aveva appena 20 anni, un solo album alle spalle e un destino ancora tutto da scrivere. Le immagini del fotografo catanese Santo Nicolosi raccontano l’unica esibizione italiana della cantante britannica, prima che diventasse un’icona mondiale
C’è un’immagine che oggi sembra arrivare da un’altra epoca. Una ragazza di appena 20 anni, con un sorriso enorme, un rossetto rosa, l’eyeliner già protagonista del suo volto e un look che anticipava quello che sarebbe diventato uno dei simboli più riconoscibili della musica mondiale. Ma in quella sera, in piazza Duomo a Catania, Amy Winehouse era ancora quasi una sconosciuta.
Sul palco del Festivalbar arrivò una giovane artista britannica che aveva pubblicato da pochi mesi il suo album d’esordio, Frank, uscito nell’ottobre del 2003 per Island Records. Un disco nel quale emergevano già la sua voce profonda, le influenze jazz e soul e una scrittura personale destinata a lasciare il segno.
La sua presenza quella sera passò quasi inosservata rispetto ai grandi nomi presenti nella manifestazione. Il pubblico era arrivato per artisti già affermati, tra cui Zucchero, Raf, Tiziano Ferro, Articolo 31, Le Vibrazioni e Paola & Chiara. Amy Winehouse sembrava quasi una giovane promessa inserita nel lungo elenco degli ospiti. Nessuno poteva ancora immaginare che quella ragazza sarebbe diventata una delle voci più importanti e amate del nuovo millennio.
Ad annunciarla sul palco furono Irene Grandi e Marco Maccarini. Amy portò in scena Stronger Than Me, il singolo con cui aveva debuttato nel 2003 e brano contenuto proprio nell’album Frank. La canzone, scritta dalla stessa Winehouse insieme a Salaam Remi, raccontava con ironia e vulnerabilità una relazione sentimentale segnata da un uomo incapace di assumere un ruolo maturo. Fu il primo tassello della sua carriera discografica e nel 2004 le valse l’Ivor Novello Award come miglior brano contemporaneo per musica e testo.

Quella serata venne poi montata e trasmessa in due puntate del Festivalbar, motivo per cui esistono immagini della cantante con abiti differenti. Nella prima esibizione Amy indossava un mini dress a pois bianco e nero, tacchi a spillo di vernice rossa, i capelli sciolti sulle spalle e il suo inconfondibile trucco con eyeliner. Nella seconda appariva con una maglia nera scollata e una gonna coloratissima dallo stile quasi fumettistico.
Era già Amy Winehouse, ma ancora senza il peso della fama mondiale, senza il mito costruito negli anni successivi, senza la sofferenza che avrebbe segnato la sua breve vita. Era semplicemente una ragazza londinese con una voce fuori dal comune.
A conservare quei momenti è il fotografo catanese Santo Nicolosi, che quel giorno era presente dietro le quinte:
«Si presentò per la prima volta una talentuosa e ancora non conosciuta ragazza Amy Winehouse, diventata dopo un mito, anche per la sua prematura scomparsa», ha raccontato. «Io ero lì e gli feci pochi scatti, purtroppo. L’ebbi vicina dietro le quinte, timida, con un sorriso grande».
Nicolosi ricorda una situazione molto diversa da quella che oggi immaginiamo quando pensiamo ad Amy Winehouse:
«Quella sera c’erano tanti artisti importanti. Amy Winehouse sembrava quasi una di quelle artiste chiamate per completare la serata». Anni dopo, però, quel nome avrebbe assunto un significato completamente diverso. Il fotografo catanese sarebbe andato anche a Londra, a Camden Town, davanti alla casa dove la cantante aveva vissuto, per renderle omaggio. «Sono diventato fan, ho tutti i dischi, tutti i vinili, qualsiasi cosa uscita di Amy. Quando sono stato a Londra sono andato davanti casa sua a lasciare dei fiori».
Quelle fotografie scattate a Catania oggi hanno un valore storico
Raccontano il momento in cui una futura leggenda si trovava ancora all’inizio del suo percorso, lontana dai riflettori internazionali che sarebbero arrivati con Back to Black, l’album del 2006 che la consacrò definitivamente come fenomeno mondiale.
Amy Winehouse sarebbe diventata un simbolo generazionale, capace di unire jazz, soul, rhythm and blues e pop con una voce unica e uno stile impossibile da imitare. La sua immagine, il suo modo di scrivere e interpretare le emozioni hanno influenzato intere generazioni di artisti e ancora oggi, a distanza di anni dalla sua morte prematura nel 2011, il suo sorriso e le sue canzoni continuano ad accompagnare milioni di persone.
IL VIDEO DELL’ESIBIZIONE AL FESTIVAL BAR
A distanza di oltre vent’anni quell’esibizione continua a raccogliere commenti e ricordi da parte di chi, proprio in quella occasione, scoprì per la prima volta Amy Winehouse. Sotto il video pubblicato su YouTube, un utente ha raccontato l’emozione di quella scoperta:
«Io la vidi in televisione quell’estate e ne rimasi folgorato all’istante. Ho pensato quanto fosse sexy e che voce pazzesca e che aveva stile. Poi l’ho ritrovata anni dopo su MTV con Rehab e sono subito uscito a comprare il CD di Back to Black. Poi ho scaricato la sua discografia, ricordo che ascoltavo Frank a ripetizione. L’ascolto ancora adesso, nonostante sia morta, ma è come una droga. Abbiamo perso la miglior artista di sempre. Era una persona vera e forte, spigliata, ironica e fragile. Sarà per sempre una diva».









