17 Giugno 2026
Santina Caffo su contrasto al bullismo e al cyberbullismo

La lotta al bullismo, al cyberbullismo e a ogni forma di discriminazione è stata al centro della puntata del 16 giugno 2026 di Sicilia 24 Focus, in onda su Telecolor
Ospite in studio della trasmissione, l’Avv. Santina Caffo, Vice Comandante della Polizia Locale di Misterbianco, ha offerto un contributo autorevole sull’importanza di mantenere alta l’attenzione sui temi della legalità, del rispetto dell’altro e della tutela delle nuove generazioni.
Nel corso dell’intervista, il Vice Comandante Caffo ha evidenziato come molti ragazzi, vivendo costantemente in una dimensione virtuale, faticano a percepire il disvalore intrinseco di comportamenti vessatori, misurando spesso il proprio valore personale attraverso filtri social e modelli distorti di successo che appaiono inarrivabili.
Il confine tra “scherzo” e violazione della dignità
Il Vice Comandante ha chiarito con fermezza il labile confine tra un comportamento percepito erroneamente come “scherzo” e un illecito penale: “La legge non valuta l’intenzione del bullo, ma l’oggettività del danno causato alla vittima”. Sono stati analizzati i pericoli legati alle offese, alle minacce e alla diffusione di immagini private, sottolineando come lo smartphone abbia stravolto il contesto tradizionale del bullismo: se un tempo la scuola rappresentava un preciso confine fisico e temporale oggi l’aggressione è continua, entrando nello spazio privato della vittima in ogni momento della giornata e della notte amplificando il trauma attraverso la gogna pubblica dei social network.
Il ruolo cruciale degli spettatori
Un tema centrale dell’intervento è stato quello del “pubblico” che assiste alle prepotenze. L’Avv. Caffo ha messo in guardia contro la cosiddetta diffusione di responsabilità, quel meccanismo mentale tossico che porta i singoli a rimanere indifferenti in quanto parte di un gruppo in cui la responsabilità è frantumata e inesistente.
”Il silenzio e l’indifferenza non sono mai neutri, ma generano effetti deleteri sia sul bullo, che si sente legittimato nel suo agire, sia sulla vittima, che percepisce un senso di totale abbandono fino a credersi colpevole, in molti casi, della violenza subita”, ha spiegato l’Avv. Caffo.
La Vice Comandante ha invitato i giovani a una cittadinanza attiva: non è necessario compiere gesti eroici, ma basta rifiutarsi di ridere alle battute offensive, non condividere contenuti umilianti e, soprattutto, parlare con gli adulti di riferimento. Segnalare un atto di prepotenza, ha ribadito, non è una “spiata”, ma un fondamentale atto di protezione della dignità.






