13 Giugno 2026

Un tesoro ingessato tra Regione e Comune

Un tesoro ingessato tra Regione e Comune

Il volto di Catania sta mutando, ce lo suggeriscono i numerosi cantieri aperti, ce lo svelano già le piazze consegnate alla città (con l’inevitabile seguito di polemiche)

Grazie ai fondi del PNRR ma anche alla visione di un urbanista di qualità come Paolo La Greca, la nostra controversa metropoli presenta – dopo una lunga stasi – un “desiderio” di “aggiornamenti” urbanistici. Si valuterà alla fine il risultato. Al momento osservo con interesse partecipato quel che si fa e quel che non si fa. Ma soprattutto mi angoscia quel che non si può fare. Allo stato attuale non si può riqualificare la fruizione del vasto patrimonio culturale della nostra città. Gran parte di esso ‘appartiene’ purtroppo alla Regione  e non al Comune.

È un dato paradossale: il Comune, direttamente interessato, si trova gran parte dei suoi monumenti come ingessati nelle mani del pachiderma regionale. Gran parte di questo patrimonio non è fruibile. Da poco, il Comune è riuscito a gestire (con esiti non chiari) l’Anfiteatro romano. Ma quanti ancora i “tesori” abbandonati?



L’elenco mi costringerebbe a esaurire lo spazio disponibile, mi limito perciò a ricordare le Terme dell’Indirizzo, rese celebri a fine settecento dal pittore Jean Houel. Eppure si potrebbero affidare ai privati sul modello offerto da Officine culturali che gestiscono il patrimonio storico-artistico dell’Università con successo e apprezzamento generale. Propongo da tempo il loro esempio, purtroppo con scarso successo.

Enrico Iachello, storico, Unict

redazione

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