05 Giugno 2026

I lavori del Museo dell’Etna nell’ex Vittorio Emanuele

I lavori del Museo dell’Etna nell’ex Vittorio Emanuele

Aricò: «Nuova funzione per un edificio storico. Sinergia con territorio» 

Proseguono a ritmo serrato i lavori per la realizzazione del Museo dell’Etna nell’edificio che in precedenza ospitava il dismesso ospedale Vittorio Emanuele, a Catania. L’intervento, finanziato dalla Regione Siciliana per complessivi 25 milioni di euro, è gestito dal dipartimento regionale Tecnico dell’assessorato alle Infrastrutture, tramite il Genio civile di Catania che opera in qualità di stazione appaltante dei lavori.

L’intervento di riqualificazione dello storico immobile, per un importo di 14 milioni di euro, sarà concluso entro il 2026, con uno slittamento di qualche mese rispetto al termine originario di agosto a causa di alcuni imprevisti legati all’antichità della struttura. L’impresa esecutrice, il Consorzio Medil con Icoser, sta procedendo con determinazione nelle lavorazioni: in cantiere sono costantemente presenti circa 40 operai e le opere edilizie sono completate all’80%.

La predisposizione degli impianti è quasi ultimata, il restauro delle facciate lato est e sud è concluso (compresi gli interventi di pulizia, stuccatura e ricomposizione degli elementi in pietra, stipiti e cornicioni) e la terrazza con vista panoramica sull’Etna e sul porto di Catania è in fase avanzata di completamento. La direzione dei lavori e il progetto esecutivo sono affidati allo Studio Guicciardini e Magni di Firenze, vincitore della gara di affidamento e specializzato in architettura museale.



Il Genio civile di Catania sta già predisponendo l’affidamento del progetto di allestimento per un importo di circa 3,50 milioni di euro, in modo da avviare l’esecuzione delle opere multimediali immediatamente dopo la conclusione della ristrutturazione edile, garantendo la continuità dell’intervento. A tal fine è stato costituito un apposito comitato tecnico-scientifico che farà da supporto ai progettisti e al RUP (Responsabile Unico del Procedimento). Gli enti coinvolti nell’iniziativa sono il Comune e l’Università di Catania, l’Arcidiocesi, l’Ingv, il Parco dell’Etna, la Soprintendenza per i beni culturali, il Teatro Massimo Bellini, l’Archeoclub d’Italia, l’Ordine degli ingegneri e l’Ordine degli architetti.
«Lavoriamo in perfetta sinergia con le istituzioni del territorio – sottolinea l’assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Aricò – per restituire a Catania un immobile storico, completamente riqualificato e destinato a una nuova funzione. Il progetto va avanti sostanzialmente nei tempi previsti e si integra con altri interventi di recupero e rilancio in polo culturale e scientifico di un grande plesso non più idoneo a ospitare presidi sanitari, che potrà invece essere il fulcro del rilancio urbano di un’intera area del centro antico della città. Il Museo, inoltre, si proporrà come la vera “porta” di ingresso a un bene naturale e paesaggistico già patrimonio dell’Unesco, qual è il vulcano Etna».
Nel più ampio intervento di rigenerazione dell’intero polo ex ospedaliero, al cui interno l’Ateneo di Catania sta già ristrutturando altri immobili da adibire alla didattica e alla residenzialità universitaria, è prevista – sebbene ancora da avviare – anche la demolizione dei fabbricati privi di rilevanza storica, così da ricreare l’antica connessione tra il sito monumentale dell’ex Monastero dei Benedettini e il parco dell’ex presidio ospedaliero.

redazione

redazione