03 Giugno 2026

Carburanti, Le Partite Iva Italia “In Sicilia prezzi insostenibili nonostante i poli petrolchimici”

Carburanti, Le Partite Iva Italia “In Sicilia prezzi insostenibili nonostante i poli petrolchimici”

Maria Francesca Briganti chiede un incontro urgente con l’assessore Colianni “Tra crisi internazionale, speculazioni e mancanza di concorrenza, l’Isola paga il costo più alto tra danni ambientali e rincari energetici”

In un momento storico così difficile, causato dalle tensioni geopolitiche, la Sicilia si trova a dover affrontare l’ennesima emergenza che per i siciliani si traduce in un costo maggiore rispetto al resto dell’Italia e dell’Europa – commenta Maria Francesca Briganti coordinatore regionale dell’associazione “Le Partite Iva Italia” – l’embargo alla Russia e adesso la crisi di Hormuz, ci hanno esposto alle speculazione sul commercio e sulla vendita del carburante, nonostante sul territorio regionale, siano ubicati tre poli petrolchimici tra cui il sito di Priolo, dal quale sono partite migliaia di tonnellate di carburante alla volta di Israele, nonostante tutte le richieste di pace chieste dal governo italiano.

Sebbene il petrolchimico di Siracusa sia ritenuto un “sito strategico” per la “sicurezza energetica”, alla Sicilia, di tutto ciò resta solamente la distruzione ambientale del territorio e il mancato gettito delle accise che oltre ad essere necessarie per il finanziamento della sanità regionale, sono il dovuto ristoro – continua Briganti – per i danni non solo ambientali ma anche alla salute pubblica. Per questo abbiamo chiesto, nuovamente, all’assessore Colianni un incontro urgente, perché non è possibile sostenere il costo del carburante a due euro circa al litro e l’aumento dei costi energetici.



Il polo petrolchimico di Priolo deve essere ritenuto un sito strategico per il fabbisogno della Sicilia, perché molto spesso il governo regionale, dimentica che oltre alla questione ambientale, siamo un’isola esportatrice netta, ciò vuol dire che compriamo a costi elevati l’energia per il fabbisogno dell’isola, nondimeno, nella richiesta all’assessore Colianni – spiega Briganti – abbiamo chiesto di voler sollevare la questione sullo stoccaggio e la distribuzione saldamente nelle mani di Eni e della Ludoil che gestiscono circa il 90% delle riserve petrolifere e dei prodotti raffinati (benzina, diesel) in Italia, che genera distorsioni sulla competitività, impedendo l’importazione di altri player stabilendo le condizioni economiche in una posizione di forza.

Lo ha spiegato, a livello nazionale – il Presidente dell’associazione “Le Partite Iva Italia” Angelo Distefano – “Eni non può comportarsi come un’azienda di Stato solo quando le conviene, per poi seguire logiche di pura SpA quando si tratta di gestire la concorrenza.” Senza concorrenza il prezzo alla pompa subisce le conseguenze che sono note a tutti, solo perché nei porti italiani, di fatto è reso impossibile, lo stoccaggio e la distribuzione di prodotti raffinati di altri players ad un costo inferiore, provenienti da altri paesi.

redazione

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