27 Maggio 2026
Etnaland sotto sequestro: impatto su lavoro e territorio

Lo Schiavo (segretario provinciale CISAL Catania): “Serve un tavolo urgente in Regione, in gioco lavoro e tenuta economica del territorio”
Il sequestro preventivo dell’Etnaland Acquapark ha portato alla chiusura della struttura a febbraio nell’ambito di un’inchiesta per presunti reati ambientali. Lo stop ha bloccato l’avvio della stagione estiva, aprendo una fase di forte incertezza per il territorio etneo. Secondo le stime sindacali, sarebbero circa 250 i posti di lavoro stagionali a rischio.
«L’economia del nostro comprensorio pedemontano è fortemente incentrata sulle attività turistico-ricettive e, in questo contesto, il parco acquatico Etnaland ha rappresentato negli anni una risorsa strategica per il territorio», afferma Giovanni Lo Schiavo, segretario provinciale della CISAL Catania, intervenendo sulla vicenda che ha portato al sequestro preventivo della struttura e alla conseguente chiusura al pubblico.

Il provvedimento disposto dall’autorità giudiziaria, nell’ambito di un’inchiesta per presunti reati ambientali, ha determinato lo stop dell’impianto almeno fino al completamento delle operazioni di bonifica e all’adeguamento degli impianti di depurazione. Una condizione che, di fatto, congela anche l’avvio della stagione estiva e rimette in discussione l’intero sistema occupazionale legato al parco.
“Un volano economico per tutto il territorio”
Per la CISAL Catania, il nodo non riguarda solo la struttura, ma l’intero indotto economico che negli anni si è sviluppato attorno ad Etnaland. «Il parco ha generato un valore moltiplicato sul territorio, alimentando ristorazione, trasporti, commercio e servizi di prossimità. Ha inoltre rappresentato un bacino occupazionale rilevante, coinvolgendo lavoratori stagionali in diversi settori: accoglienza, biglietteria, assistenza bagnanti, sicurezza, animazione, ristorazione, pulizie e manutenzione tecnica», sottolinea Lo Schiavo.
L’allarme occupazione e la richiesta alla Regione
Nel quadro dello stallo, la CISAL chiede un intervento istituzionale immediato. «È necessario aprire con urgenza un tavolo alla Regione Siciliana per comprendere tempi e modalità di una possibile ripartenza. Non si può lasciare un territorio intero in una sospensione che rischia di diventare strutturale», afferma Lo Schiavo.
La questione NASpI e i lavoratori stagionali
Uno dei punti più delicati riguarda i lavoratori stagionali, che ogni anno vengono impiegati nelle attività del parco e che oggi si trovano privi di prospettive occupazionali immediate. «I lavoratori stagionali, al termine del rapporto di lavoro, possono accedere alla NASpI, la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, a condizione di aver maturato almeno 13 settimane di contributi negli ultimi quattro anni e di trovarsi in stato di disoccupazione involontaria», ricorda Lo Schiavo.
Istituzioni e Regione tra sequestro, lavoro e futuro del territorio
Alla crescente preoccupazione del fronte sindacale si aggiunge anche quella delle istituzioni locali e regionali, chiamate ora a gestire una fase di forte incertezza per il territorio. Il sindaco di Belpasso Carlo Caputo ha richiamato l’attenzione sulla necessità di bilanciare le esigenze ambientali con quelle occupazionali legate al territorio e alle attività stagionali. Sul fronte regionale, l’assessore alle Attività Produttive Edy Tamajo ha più volte evidenziato l’esigenza di mantenere aperto il dialogo tra istituzioni, imprese e parti sociali, con l’obiettivo di individuare percorsi di continuità economica compatibili con i vincoli imposti dall’autorità giudiziaria.
Uno scenario ancora aperto
La vicenda resta ora legata all’evoluzione dell’inchiesta e agli adempimenti tecnici richiesti per una possibile riapertura della struttura. Nel frattempo, il territorio resta in attesa. E con esso un intero sistema economico che, secondo il sindacato, rischia di subire conseguenze significative da una crisi che non è più soltanto giudiziaria, ma anche sociale ed economica.





