25 Maggio 2026

Strisce blu illegittime! La protesta del Movimento Popolare Catanese

Strisce blu illegittime! La protesta del Movimento Popolare Catanese

Il Comune estende arbitrariamente gli stalli a pagamento sulla base di una delibera irregolare

Dopo il caso dei parcometri non omologati, Pro Italia e il Movimento Popolare Catanese tornano sulla questione degli stalli a pagamento, che sta generando non pochi malumori in città.

«Colpiti dalla quantità abnorme di strisce blu, alcuni mesi fa avevamo richiesto al Comune di Catania il numero di stalli a pagamento presenti nel raggio di 500 metri dal Palazzo di Giustizia. La risposta ci ha lasciati ancora più increduli: 929 stalli blu e nessuno bianco, nonostante l’art. 7, comma 8, del Codice della Strada preveda espressamente che, qualora il Comune decida di istituire parcheggi a pagamento, sia obbligato ad assicurare nelle vicinanze adeguate aree destinate al parcheggio gratuito» dichiara Giovannella Urso, segretario del Movimento Popolare Catanese.



«Una sperequazione ingiusta e inaccettabile» le fa eco Giuseppe Pappalardo, segretario di Pro Italia Catania: «In un’intervista, un dirigente dell’AMTS ha sostenuto che l’Amministrazione, sulla base di una delibera di Giunta del 1995 che perimetra le zone del centro abitato nelle quali dovrebbero sussistere particolari condizioni di traffico, possa decidere di predisporre quanti stalli blu desideri. Evidentemente, il dirigente non sa, o finge di non sapere, che questa fantomatica delibera, da noi recuperata, è viziata sotto il profilo dell’eccesso di potere per carenza di motivazione, tanto da essere stata più volte disapplicata dalla magistratura nel corso degli anni perché ritenuta illegittima».

«Ne consegue» continua Pappalardo «che l’Amministrazione, oltre a non avere un piano del traffico aggiornato e a utilizzare dispositivi di pagamento della sosta non omologati, aumenta arbitrariamente il numero degli stalli blu sulla base di una delibera illegittima e sanziona ingiustamente i cittadini».

«L’Amministrazione Trantino ha fatto del “rispetto delle regole” il proprio cavallo di battaglia, ma ormai è chiaro che la legalità stia diventando soltanto un subdolo strumento propagandistico per fare cassa sulla pelle dei cittadini» concludono Pappalardo e Urso.

redazione

redazione