14 Maggio 2026

Cidec: guerra e crisi economica distruggono l’economia locale

Cidec: guerra e crisi economica distruggono l’economia locale

In una nota il segretario della confederazione Cidec di Catania, Lorenzo Costanzo, afferma che la grave situazione attuale sta mettendo a dura prova tutte le at-tività artigianali e commerciali che per la quale non erano preparate, specialmente dopo il periodo appena trascorso della pandemia. Chiudono attività commerciali a raffica, senza precedenti.

Tutta l’Europa è in crisi – continua Costanzo – ma specialmente in Sicilia si trovano molte aziende in rosso! Tutta colpa del caro vita, frutto della speculazione e dei rincari delle materie prime a causa della grave instabilità politica dovuta alle guerre in corso. È venuto meno l’ottimismo che c’era prima della pandemia, chiudo-no negozi storici, artigiani di qualità che hanno rappresentato per tanti anni un rife-rimento nei settori di loro competenza, mi riferisco a fotografi, orafi, pasticcerie, lavanderia, cartoleria, bar, panetterie, e tanti altri che fino a 10 anni fa erano presenti in ogni quartiere. La luce accesa delle attività trasmetteva nei quartieri una tradizione di lavoro artigiano che pian piano si va perdendo per sempre.



La vendita online rappresenta ormai il quotidiano riferimento per gli acquisti, Amazon, Ikea, Zalando e altri colossi che operano a livello mondiale hanno dato il colpo di grazia al commercio al dettaglio. Sembra non esservi più ragione per rima-nere aperti, visto la concorrenza di questi grandi colossi, che offrono online il loro vasto catalogo di prodotti senza pagare tutte le tasse che invece pagano le piccole botteghe, dall’affitto, le utenze e i vari balzelli comunali.

Cosa oggi si può oggi fare per invertire questa tendenza negativa dei nostri set-tori artigianali e commerciali – continua Costanzo – come generare il rilancio di al-cuni mestieri. Una risposta potrebbe essere incentivare il “coworking” concedendo degli spazi in aree aggregative in modo da condividere le spese e risultare quindi più competitivi nel mercato globale. L’andamento dell’attuale situazione potrebbe portare alla chiusura di molte attività, ancora di più per via della discontinuità delle banche e delle finanziarie nel concedere prestiti date le incertezze dei mercati a causa delle guerre in corso.

redazione

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