11 Maggio 2026
Si conclude con successo la terza edizione di “Parola per Parola”

Si è conclusa con grande partecipazione la terza edizione del Festival Letterario “Parola per Parola”, svoltasi dal 6 al 9 maggio 2026 a Belpasso e inserita nel calendario nazionale de Il Maggio dei Libri 2026, iniziativa promossa dal Ministero della Cultura
Organizzato dalla Fondazione Carri di Santa Lucia in collaborazione con la Pro Loco di Belpasso, con il patrocinio del Comune di Belpasso e dell’Assemblea Regionale Siciliana, il Festival ha proposto quattro giornate intense e partecipate dedicate al tema “La parola che resiste”, trasformando la città in uno spazio vivo di confronto e condivisione attraverso letteratura, arte, teatro, memoria e attualità.
Ad inaugurare il Festival è stato il maestro Giovanni Iudice con l’incontro “Vedo dunque vivo”, moderato da Daniele Lo Porto. Attraverso racconti, immagini e proiezioni, Iudice ha accompagnato il pubblico dentro la sua “arte sociale”, fatta di umanità, fragilità e quotidianità, offrendo uno sguardo autentico sul presente.
Ad aprire simbolicamente il Festival anche la mostra internazionale di Mail Art, con cartoline provenienti da diversi Paesi del mondo, testimonianza di una creatività condivisa capace di oltrepassare ogni distanza geografica e culturale. Molto partecipata anche la serata dedicata ad Andrea Camilleri, introdotta dall’“Omaggio alla Parola” dedicato a Dario Fo, a cura di Orazio Magrì. Protagonista dell’incontro Giuseppe Dipasquale, in dialogo con il giornalista Marco Pitrella, insieme agli attori David Coco e Angelo Tosto e alle letture di Agata Longo, in un percorso che ha restituito al pubblico il lato più umano e profondo dello scrittore siciliano.
Ampio spazio è stato dedicato anche all’attualità con l’incontro che ha visto protagonista Mario Barresi, vicedirettore del quotidiano La Sicilia, attorno al tema “Intelligenza artificiale vs deficienza naturale: a che serve oggi il giornalismo?”.
Un confronto intenso sul valore del dubbio, della verifica delle fonti e della responsabilità dell’informazione, che ha coinvolto attivamente tanti giovani studenti. Tra i momenti più intensi del Festival, l’incontro con Vera Squatrito dedicato ai temi della violenza di genere e del femminicidio, a partire dal libro “Io sono Giordana. Il mio nome, la vostra memoria”, scritto insieme alla psicologa Elena Portale. Moderato da Katya Maugeri e Chiara Lucia Germenà, il dialogo ha aperto una riflessione profonda sulla responsabilità del linguaggio e sulla necessità di costruire una cultura fondata sul rispetto e sulla consapevolezza.
Grande partecipazione anche per il convegno “Tra pagine e visioni: la letteratura che incontra l’arte”, con Silvana Grasso e Domenico Morabito, che hanno guidato il pubblico in un raffinato percorso dedicato al dialogo tra parola scritta e immagine, tra immaginazione e rappresentazione artistica. Tra gli ospiti anche la psicoterapeuta Sarah Grisiglione, protagonista di un incontro dedicato al romanzo “Autopsia di un dolore”, un confronto intenso sulle fragilità interiori, sulle emozioni spesso sommerse e sulla possibilità di ritrovare nella scrittura uno spazio di ascolto, comprensione e rinascita, soprattutto per le nuove generazioni.
Spazio anche al teatro e alla memoria con Valerio Musumeci, il Maestro Tuccio Musumeci e Claudio Musumeci, protagonisti di un incontro dedicato al libro “Tuccio l’eterno”, racconto di una vita profondamente intrecciata al palcoscenico e alla tradizione teatrale siciliana, insieme a Sara Adorno. Momento centrale del Festival è stato anche lo spettacolo teatrale “È qui che comincia”, scritto da Katya Maugeri e diretto da Antonino Girgenti. Uno spettacolo poetico e intenso che ha trasformato la letteratura in presenza scenica, attraversando opere e autori come Luigi Pirandello ed Elsa Morante e coinvolgendo direttamente gli studenti in un’esperienza di forte valore umano, artistico e formativo. Proprio i giovani sono stati tra i protagonisti assoluti di questa edizione.
Particolarmente significativa la performance “La parola che resiste”, realizzata dagli studenti dell’Istituto Redi di Belpasso, che attraverso testi originali e letture ispirate alla Costituzione, alla Resistenza e alla memoria storica hanno dato voce a una generazione capace di interrogarsi sul presente con sensibilità e consapevolezza. Ad accompagnare ogni serata del Festival è stato anche l’“Omaggio alla Parola”, dedicato a grandi autori della letteratura attraverso le letture curate da Agata Longo, Giusi Cosentino, Gianni De Luca e Orazio Magrì. A chiudere il Festival, la premiazione del concorso letterario “Ispirazione tra le righe”, che ha registrato una partecipazione ampia e qualificata, confermando quanto il desiderio di condividere emozioni, esperienze e visioni attraverso la scrittura sia oggi più vivo che mai.
«La terza edizione di “Parola per Parola” ci consegna un bilancio che va ben oltre ciò che si può misurare. Certo, ci sono i numeri, le serate, gli ospiti, le scuole coinvolte, i partecipanti al concorso letterario arrivati da comuni diversi dal nostro, ma quello che resterà di questi quattro giorni è qualcosa di più: la qualità delle conversazioni che si sono generate, dentro e fuori i teatri, tra persone di ogni età. È stato un festival che non ha cercato il facile consenso. Ha scelto le parole difficili, violenza, dolore, memoria, identità e le ha messe al centro, con consapevolezza e con rispetto. Ha portato la Mail Art a dialogare con realtà che vanno oltre i nostri confini nazionali. Ha convolto i ragazzi a mettersi in gioco con la scrittura e il teatro» dichiara il sindaco Carlo Caputo.
«Questa edizione ha dimostrato quanto la parola possa ancora creare connessioni autentiche, generare confronto e trasformarsi in esperienza condivisa» afferma il direttore artistico Katya Maugeri. «Abbiamo costruito un percorso capace di unire generazioni, sensibilità e linguaggi diversi, mettendo al centro temi necessari e offrendo ai giovani uno spazio reale di ascolto, espressione e partecipazione».
Il Festival “Parola per Parola” si conclude così lasciando alla città un patrimonio di incontri, riflessioni ed emozioni condivise, nel segno di quella parola che resiste e continua a generare dialogo, memoria e nuove consapevolezze.





