09 Maggio 2026
Dall’agrumeto confiscato alla mafia una giornata di solidarietà

A Catania studenti, istituzioni e volontari nell’agrumeto confiscato alla mafia della cooperativa Beppe Montana Libera Terra per una giornata dedicata a legalità e solidarietà
Un bene confiscato alla criminalità organizzata trasformato in simbolo di riscatto sociale, legalità e solidarietà. È quanto accaduto nell’agrumeto di contrada Jungetto, lungo la Strada Statale 192 a Catania, assegnato alla Cooperativa Sociale Beppe Montana Libera Terra.
L’iniziativa è stata promossa dall’assessorato comunale ai Beni Confiscati guidato da Viviana Lombardo insieme alla cooperativa che gestisce il terreno, dando vita a una giornata all’insegna della partecipazione civile e del riutilizzo sociale dei beni sottratti alla mafia.
Oltre cento alunni delle scuole elementari hanno preso parte alla raccolta delle arance nell’agrumeto di cinque ettari della Piana di Catania, capace di produrre oltre venti tonnellate di agrumi. Le cassette raccolte sono state successivamente donate all’Help Center Caritas Diocesana di Catania per essere distribuite alle famiglie in difficoltà attraverso la rete delle parrocchie e degli organismi caritativi.
A rendere ancora più significativo l’evento sono stati gli studenti dell’Istituto Alberghiero Karol Wojtyla, che hanno preparato spremute utilizzando le arance raccolte durante la giornata.
All’incontro hanno partecipato numerose autorità istituzionali, tra cui il sindaco Enrico Trantino, il prefetto Pietro Signoriello, il questore Fabio Bellassai, il presidente del Tribunale di Catania Mariano Sciacca e il presidente del Tribunale per i Minorenni Roberto Di Bella.
Nel suo intervento, il sindaco Trantino ha sottolineato come da luoghi un tempo legati agli interessi mafiosi possano nascere “economia pulita e sviluppo sano”, ricordando anche la figura di Beppe Montana, a cui è dedicata la cooperativa.
L’assessora Viviana Lombardo ha parlato di “un esempio concreto di come i beni confiscati possano diventare una risorsa per l’intera collettività”, mentre il presidente della cooperativa Alfio Curcio ha definito la giornata “una raccolta di speranza oltre che di arance”.






