06 Maggio 2026
Bancarotta fraudolenta, indagati imprenditori e commercialisti

Operazione della Guardia di Finanza e della Procura di Catania: sequestri per circa 6 milioni di euro e interdizioni professionali nell’ambito di un’inchiesta per bancarotta fraudolenta, autoriciclaggio e reati fiscali.
Maxi operazione della Guardia di Finanza di Catania nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura Distrettuale etnea su un presunto sistema fraudolento legato a bancarotta fraudolenta, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e autoriciclaggio. Disposti sequestri di beni e attività commerciali per un valore complessivo di circa 6 milioni di euro.
Secondo quanto emerge dal comunicato della Procura, ferma restando la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, le indagini sarebbero state condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catania anche attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, videosorveglianza e tracciamento della posizione degli indagati.
Al centro dell’inchiesta vi sarebbero le società “ORIENTE WORLD S.r.l.” e la ditta individuale “CHEN CHUNHUA”, operanti tra Misterbianco e Catania nel settore del commercio all’ingrosso di abbigliamento e prodotti vari. Entrambe sarebbero finite in liquidazione giudiziale a causa di debiti verso l’Erario per circa 10 milioni di euro.
Gli investigatori avrebbero ricostruito un presunto piano finalizzato allo svuotamento delle società indebitate attraverso il trasferimento delle attività verso nuove aziende appositamente costituite, così da proseguire il business evitando però il peso dei debiti fiscali accumulati.
In particolare, secondo l’accusa, un ramo d’azienda della ORIENTE WORLD Srl sarebbe stato ceduto ad una nuova società ad un valore notevolmente inferiore rispetto a quello di mercato: circa 100 mila euro contro un valore stimato di 1,5 milioni. La nuova società sarebbe risultata riconducibile a LIN Fan, indicato dagli investigatori come amministratore di fatto.
Nel provvedimento vengono inoltre citati il commercialista catanese STRANO Natale e il figlio STRANO Salvatore, titolare di una società di elaborazione dati. Secondo la ricostruzione investigativa, i due professionisti non si sarebbero limitati alla consulenza tecnica, ma avrebbero fornito un contributo ritenuto penalmente rilevante nella pianificazione delle operazioni contestate.
Il Gip del Tribunale di Catania ha quindi disposto misure interdittive nei confronti dei due professionisti e degli imprenditori coinvolti, oltre al sequestro preventivo, anche per equivalente, di beni e disponibilità finanziarie fino a 900 mila euro. Disposto anche il sequestro di quote societarie e compendi aziendali affidati ad un amministratore giudiziario.





