03 Maggio 2026

Randazzo, «Sfratto AI morti da 50 anni»

Randazzo, «Sfratto AI morti da 50 anni»

Un atto amministrativo che riguarda sepolture storiche presenti nel cimitero comunale e tombe ormai prive di eredi o riferimenti diretti. La comunicazione, inserita nelle procedure di gestione degli spazi cimiteriali, punta a liberare loculi e aree considerate non più in concessione attiva. 

Il caso ha suscitato reazioni e interrogativi tra i cittadini, anche per il linguaggio utilizzato e per la delicatezza del tema. Alla base c’è la necessità, da parte dell’ente, di fare ordine nelle concessioni scadute da decenni e recuperare spazi in un cimitero che risulta progressivamente saturo e sempre più vicino alla piena occupazione.



Un’operazione che si inserisce in un quadro più ampio di revisione delle concessioni cimiteriali, spesso caratterizzate da situazioni non aggiornate, mancanza di rinnovi o famiglie non più rintracciabili.

In molti casi si tratta di sepolture risalenti a generazioni ormai lontane, per le quali non esistono più interlocutori diretti. Resta aperto il dibattito sull’opportunità comunicativa del provvedimento, che ha acceso l’attenzione pubblica e sollevato sensibilità diverse tra rispetto della memoria dei defunti e necessità di gestione amministrativa degli spazi. In attesa di chiarimenti ufficiali, la vicenda continua a far discutere la comunità locale, dividendo tra chi comprende la logica organizzativa e chi invece ritiene il tono dell’atto poco rispettoso e troppo diretto

Francesca Gugliemino

Francesca Gugliemino