29 Aprile 2026
Frana di Niscemi, Ciciliano: «Patto con i cittadini, la zona rossa potrebbe essere ridotta»

Durante la presentazione che si è tenuta alla scuola Dusmet, in via Playa a Catania, si è parlato di numerosi argomenti e uno di questi riguarda proprio la frana di Niscemi, nervo scoperto per gli abitanti della Sicilia, tenendo conto di quanto accaduto anche in altre città dopo l’uragano Harry.
Ricordiamo, infatti, che i fatti risalgono al 2026, quando la frana di Niscemi lasciò senza parole gli italiani e non solo, definita tra le più spaventose e pericolose avvenute in Europa, tenendo conto del fatto che già un episodio simile si era verificato nel 1997, a seguito del quale si sarebbe dovuto proseguire con un monitoraggio del territorio che però, a quanto pare, non è stato effettuato.
Non a caso, a oggi vi è in atto un’inchiesta da parte della Procura di Gela e si indaga sul disastro colposo così come sulla mancata prevenzione del rischio, la quale si è allargata considerevolmente con un numero cospicuo di indagati, circa 13 persone, tra le quali il ministro della Protezione civile Nello Musumeci, l’attuale presidente della Regione siciliana Renato Schifani, così come gli ex presidenti Raffaele Lombardo e Rosario Crocetta.
La frana di Niscemi, poi, riguarda un fenomeno complesso di scivolamento che si è riattivato proprio a causa delle intense precipitazioni che si sono verificate a causa dell’uragano e che hanno interessato molte aree della Sicilia. La causa principale della frana, infatti, è geologica, ovvero arenarie e sabbie permeabili che poggiano su argille impermeabili ormai sature d’acqua hanno ceduto, trascinando il costone verso la valle.
Sul fenomeno in questione, poi, oggi è stato interrogato proprio il Commissario straordinario di Protezione civile, Fabio Ciciliano, il quale ha riferito che il 28 aprile del 2026 è una data molto importante, in quanto si avrà la conversione del decreto legge del 27 febbraio: «Il rapporto è stato immediatamente condiviso e reso disponibile a tutti, perché penso che uno degli elementi cardine sia la trasparenza nelle attività di rilevazione tecnica». Successivamente, ha spiegato che si dovranno seguire le attività amministrative e che proprio lui, il giorno dopo l’accaduto, ha trasmesso alla Regione siciliana e al Comune di Niscemi due piani di intervento: «Uno riguarda la demolizione dei manufatti e degli edifici che devono essere demoliti, con la parte che riguarda ovviamente i contributi ai cittadini; l’altro, la messa in sicurezza del versante con la riprofilatura di quello che è attualmente il coronamento, cioè il ciglio della frana, per fare in modo che quello che è accaduto alla fine del mese di gennaio possa non ripresentarsi».
Inoltre, Ciciliano ha voluto sottolineare ulteriormente come fortunatamente, nonostante l’elemento disastroso, non si sia registrato alcun tipo di ferito: «Una frana di quel genere, la più grande d’Europa, come dicono i tecnici, è sicuramente qualcosa di veramente gigantesco, che deve essere gestito con un fenomeno di adattamento, quindi un comportamento adattivo alla frana, compreso ovviamente il monitoraggio, che in questi anni non c’è stato».
Infine, il commissario straordinario della Protezione civile ha riferito anche un ulteriore aggiornamento su quello che riguarda il restringimento della zona rossa: «Abbiamo fatto un patto con i cittadini di Niscemi, dicendo chiaramente che nel momento in cui si sarà certi di poter prendere delle decisioni, tutto verrà immediatamente condiviso. Stiamo lavorando anche su questo. È ovvio che non sarà possibile ridurla a zero, questo è chiaro. Stiamo ragionando sulla possibilità di ridurla ancora un po’, però è ancora presto. Bisogna aspettare ancora un po’ di tempo, forse qualche settimana».





