30 Aprile 2026
Quando la Sicilia sfiorò Michael Jackson e lo lasciò andare

Nel 1997 il Re del Pop era atteso a Comiso per le XIX Universiadi, evento gratuito da 80 mila persone: un’occasione storica sfumata che pesa ancora oggi
Con oltre 6 milioni di euro incassati nei primi giorni nelle sale italiane, Michael, uscito il 22 aprile, si conferma tra i maggiori successi cinematografici dell’anno. Un risultato che dimostra quanto MJ sia ancora vivo e capace di parlare a più generazioni. Il film, che vede nel ruolo di Michael Jackson il nipote Jaafar Jackson, riporta sul grande schermo l’icona globale della musica. Ma in Sicilia, più che altrove, questo ritorno riapre una storia rimasta sospesa.

Michael Jackson e Jaafar Jackson (nipote) a confronto
È quella del concerto che Michael Jackson avrebbe dovuto tenere il 5 settembre 1997 all’ex base Nato di Comiso
Un evento annunciato come gratuito, inserito nel calendario delle XIX Universiadi e promosso dalla Regione Siciliana. A darne notizia fu l’allora assessore al Turismo, Nino Strano, con il coinvolgimento della Provincia di Ragusa guidata da Giovanni Mauro. Le strutture locali erano pronte a fare la loro parte per accogliere un appuntamento che avrebbe potuto richiamare tra i 70 e gli 80 mila spettatori, con il supporto di un importante istituto di credito nazionale.

ex base Nato di Comiso, foto di Fabrizio Ruggieri Videomaker
In un primo momento, l’ipotesi sul tavolo era Palermo, con l’aeroporto militare di Boccadifalco come sede del concerto. Una soluzione poi abbandonata per motivi legati alla sicurezza. Si valutò anche lo stadio Massimino di Catania, prima di arrivare alla scelta di Comiso. Un progetto ambizioso, che però non si concretizzò mai.
Erano gli anni dell’HIStory World Tour, organizzato dal promoter David Zard, e del Jackson di “They Don’t Care About Us” e “Earth Song”, capace di muovere masse e trasformare ogni live in un evento globale. Ma la Sicilia, nonostante le premesse, rimase fuori.
A ricordare quelle settimane è Tino Martinello, ex speaker radiofonico attivo nel Catanese: «Ne parlavano radio, giornali e telegiornali all’epoca. Ricordo che si diceva che l’entourage di Jackson aveva avanzato delle richieste eccessive e che i nostri impianti non erano adatti per motivi di sicurezza. Non eravamo pronti ad ospitare un evento del genere».
Michael fece tappa il 18 giugno 1997 a Milano, San Siro. Fu l’unica data italiana
«In Sicilia – continua Tino – ci rimanemmo male perché per vedere i concerti delle grandi star internazionali dovevamo spostarci. A Milano i biglietti costavano circa 80 mila lire, oggi sarebbero circa 160 euro. Lo show si aprì con l’arrivo di MJ, che fece il suo ingresso scendendo da un’astronave dorata, in una delle aperture sceniche più iconiche del tour. Da lì in poi, due ore di musica senza interruzioni, tra coreografie serrate, cambi d’abito e una performance continua insieme ai suoi ballerini».
Il concerto non si fece e quello che doveva essere un momento storico si trasformò in un simbolo di ciò che poteva essere e non è stato. Un’occasione sfumata che avrebbe potuto rappresentare un punto di svolta, un apripista per portare nell’isola altri grandi nomi della musica internazionale.
A quasi trent’anni di distanza, il quadro non sembra essere cambiato in modo sostanziale
Le grandi star continuano a scegliere il Nord Italia: Lady Gaga, Coldplay, Bruce Springsteen. La Sicilia resta ai margini dei grandi circuiti live, frenata da strutture non adeguate e da una programmazione discontinua. Negli anni hanno chiuso o perso centralità diversi spazi che avrebbero potuto ospitare eventi di grande portata.
Oggi uno dei pochi poli in grado di accogliere grandi numeri è l’Ippodromo La Favorita di Palermo, che ospiterà Jovanotti il 29 e 30 agosto 2026 con il Jova Beach Party. Ma resta un caso isolato, non un sistema.
Il mancato concerto di Michael Jackson resta così il simbolo di un treno passato senza che la Sicilia riuscisse a salirci
Una possibilità concreta svanita all’ultimo momento, che ancora oggi pesa come un rimpianto collettivo. Un sogno sfiorato che non ha lasciato eredità, né insegnamenti sufficienti per cambiare davvero le cose.
In foto Michael Jackson in concerto a Milano, 18 giugno 1997. Crediti: MJ Fan Square





