20 Aprile 2026
Librino, accordo Comune-Presti per arte e decoro urbano

A Librino prende forma una nuova fase del progetto “Magma Museo a cielo aperto”, grazie all’accordo tra il Comune di Catania e la Fondazione Antonio Presti ETS
L’intesa rafforza il percorso di rigenerazione urbana attraverso l’arte e punta a garantire la cura continuativa delle opere installate nel quartiere.
Un modello di rigenerazione urbana condivisa
L’accordo non riguarda solo la realizzazione delle opere, ma soprattutto la loro manutenzione, tutela e valorizzazione nel tempo.
Le azioni previste includono:
- Pulizia e recupero delle aree artistiche
- Rimozione del degrado urbano
- Cura del verde pubblico
- Riqualificazione di aiuole e rotatorie
L’obiettivo è evitare che le installazioni artistiche restino isolate in contesti trascurati, integrandole invece in un ambiente urbano decoroso e vivibile.
Il ruolo della Fondazione Presti
La Fondazione Antonio Presti assume un ruolo operativo centrale nel progetto. Oltre alla promozione culturale, si occuperà di:
- gestione della cura degli spazi pubblici
- attivazione di collaborazioni e sponsor
- supporto alla rigenerazione continua del quartiere
Un approccio che rafforza l’idea di una bellezza condivisa e partecipata, capace di generare impatto sociale.
Il contributo del Comune di Catania
Il Comune garantisce il supporto tecnico e amministrativo attraverso:
- assistenza alla progettazione
- concessione degli spazi pubblici
- supporto operativo agli interventi
- attivazione delle utenze idriche ed elettriche
Tutti gli interventi saranno realizzati in coordinamento istituzionale continuo.
Una visione culturale per il futuro di Librino
Per l’assessore al Verde urbano Giovanni Petralia, si tratta di un passo decisivo verso una città più curata e inclusiva. La dirigente Lara Riguccio sottolinea invece la centralità della gestione operativa del progetto.
Il fondatore della visione artistica del quartiere, Antonio Presti, ribadisce che le opere rappresentano un segno di rinascita collettiva: la loro cura diventa quindi un atto di responsabilità condivisa.






