19 Ottobre 2018
Uccide il marito con 12 coltellate, ballerina assolta dal Tribunale di Genova
Dopo notizie relative a femminicidi in Italia, oggi la cronaca nera racconta una storia diversa. Una donna uccide il marito con 12 coltellate. L’epilogo per la protagonista però sembra essere felice: ballerina assolta dal Tribunale di Genova.
Donna uccide il marito con 12 coltellate
Una storia metà italiana e metà brasiliana che vede comunque una donna vittima delle violenze del marito. La protagonista di questa storia è Alessia Mendes, una ballerina brasiliana, che si trovava nella nostra nazione per lavoro e a quanto pare anche per amore. La ragazza, secondo quanto reso noto anche da TgCom, da tempo era vittima di violenza domestica da parte del marito Alessio Rossi. La Mendes negli ultimi due anni aveva già denunciato l’uomo proprio a causa delle violenze subite, ma questo non sarebbe stato sufficiente a salvarla da quella casa incubo. Al culmine dell’ennesima lite la donna uccide il marito con 12 coltellate. (Clicca qui)
“La vicenda poi non è così lineare”
Alessia Mendes attualmente si trova in carcere per scontare una pena di detenzione e spaccio di stupefacenti, fatti risalenti a prima che la donna si scagliasse contro l’uomo. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, Alessia Mendes, al culmine dell’ennesima lite con il marito non avrebbe più retto l’uomo violento colpendolo con 12 coltellate. Successivamente l’uomo ha cercato una via di fuga, accasciandosi sul pianerottolo ormai senza vita. Alessia Mendes, barricatasi in casa, ha cercato di togliersi la vita. A dissuaderla dall’idea è stata una funzionaria delle volanti di polizia.

Un anno dopo il terribile episodio, il Tribunale di Genova assolve la ballerina per l’omicidio del marito Alessio Rossi. Secondo la corte si è tratto di legittima difesa. La Procura, rappresentata dal Procuratore Capo Francesco Cozzi, aveva chiesto una condanna a 16 anni e commenta così l’assoluzione: “Dobbiamo leggere la motivazione, ma è molto probabile che impugneremo la sentenza. Anche perché occorre valutare se ci sono gli estremi per la legittima difesa. La legittima difesa deve essere attuale. E non basta avere subito maltrattamenti per giustificare un delitto. La vicenda poi non è così lineare, visto che la vittima è stata uccisa con 12 coltellate“. (Clicca qui).
“Ho creduto sin da subito…”
A commentare la sentenza fin da subito è stato l’avvocato della donna che uccide il marito con 12 coltellate. Nel momento in cui il Tribunale di Genova ha confermato la legittima difesa della donna, l’avvocato Rachele De Stefanis ha dichiarato: “Ho creduto sin da subito nell’innocenza della mia assistita e fondamentale è stata la Bpa, la Bloodstain Pattern Analisys. Abbiamo ricostruito la scena del crimine tramite l’analisi delle tracce di sangue. La scena parla e quello che dice spesso è oggettivo. Io credo sia la prima volta che a Genova venga usata una consulenza di questo tipo“.
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