22 Aprile 2026

Giarre, la burocrazia del cuore

Giarre, la burocrazia del cuore

GIARRE. Nell’ufficio carte d’identità di via Madre Teresa di Calcutta, a Giarre, sta accadendo qualcosa di straordinario. Tra scadenze, transizioni digitali verso la CIE e i ritmi serrati imposti dal PIAO 2026, è sbocciato un progetto di un’umanità rara, capace di trasformare un freddo adempimento burocratico in un momento di ascolto e creatività per i più piccoli.
Sotto la direzione di Letizia Nanì e il coordinamento di Salvatore Di Paola, le impiegate Alfonsa Immordino e Simona Contarino hanno trasformato lo sportello in un luogo a misura di bambino. L’idea, nata quasi per caso, è diventata una missione: accogliere ogni piccolo cittadino con un foglio e una scatola di colori.
A dare il via a questa rivoluzione gentile è stato un incontro speciale, come racconta Alfonsa Immordino:
È iniziato tutto con un bambino, triste e silenzioso. Chiuso in sé stesso, al quale i dieci minuti circa necessari per espletare la pratica sembravano dieci anni. Le sollecitazioni sembravano inutili fino a quando ho avuto l’idea di dargli un foglio di carta e una scatola di colori. Tutto è cambiato subito. Nell’attesa il bambino ha cominciato di buona lena a disegnare. Al termine ha messo la firma e mi ha consegnato il suo lavoretto. C’era una scala che portava verso il cielo. Gli chiesi che volesse dire quel disegno e mi rispose che era dedicato alla mamma, perché voleva andare a vederla. L’aveva persa giovanissima. Il papà del bambino rimase sbalordito, perché di questa cosa il bambino non gli aveva mai accennato. Da quel preciso momento accogliamo i bambini donando loro una scatola di colori e li invitiamo a lasciarci in ricordo un disegno. Potrei raccontare tanti aneddoti tutti davvero interessanti. Dietro ogni disegnino c’è una storia”.
Quello che poteva essere un semplice ufficio di front-office, impegnato a gestire migliaia di pratiche e aperture straordinarie, è diventato una galleria di emozioni. I disegni raccolti raccontano mondi interi: dai supereroi ai legami familiari più profondi.
L’idea ha una valenza didattica profonda: trasforma il tempo dell’attesa, spesso vissuto con ansia, in un tempo di espressione creativa. Incoraggiando i bambini a lasciare un disegno in ricordo, l’ufficio promuove il senso di appartenenza alla comunità e il valore della condivisione. Quella che era una sala d’attesa è oggi una galleria di sogni, dove ogni tratto di colore diventa uno strumento pedagogico per elaborare vissuti e sentimenti.
In un’epoca in cui la digitalizzazione rischia di allontanare il cittadino dalle istituzioni, l’esempio di Giarre dimostra che l’efficienza (con oltre 5000 carte già sostituite) può e deve camminare di pari passo con la sensibilità. Un modello di buona burocrazia che parte dai bambini per insegnare agli adulti il valore dell’attenzione verso l’altro.
Mario Pafumi

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Mario Pafumi

Mario Pafumi

mario.pafumi@tiscali.it Mario Pafumi (OdG Sicilia N° 165054) Classe 1956. Giornalista pubblicista dal 1993. Sono stato responsabile di diversi uffici stampa e direttore responsabile di alcune testate cartacee e online. Dal 1990 corrispondente del Giornale di Sicilia, e dall'apertura, di GdS online. Redattore di Freepressonline dal 2024.