18 Aprile 2026

“Senza Respiro” …e senza picciuli!

“Senza Respiro” …e senza picciuli!

“Senza respiro” è il titolo del XXI Rapporto annuale che l’associazione Antigone, associazione che si occupa delle condizioni di detenzione in  Italia da 35 anni (1991/2026), ha presentato a Roma lo scorso 29/05/2025

Già a fine agosto 2025, le persone detenute in Italia hanno superato quota 63mila, riportando il sistema penitenziario a livelli che non si vedevano da anni. I volontari dell’Osservatorio di Antigone nel 2025 hanno visitato 118 istituti penitenziari per adulti su 190 esistenti, e tutti e 19 gli istituti penali per minorenni in Italia; in Sicilia, a Palermo, c’è un unico sportello “ Difensore Civico” dell’Associazione Antigone Sicilia, presidente Pino Apprendi.
Dallo scorso 09/04/2026, con delibera consiliare comunale votata all’unanimità da 31 consiglieri/e, anche il Comune di Catania si è dotato del Garante dei diritti dei detenuti e delle persone private della libertà personale,  un organo monocratico con funzioni di monitoraggio, per rafforzare la tutela dei diritti umani a livello locale, e per garantire un contatto diretto tra istituzioni e cittadini in condizioni di restrizione.
Si tratta di una buona (ma, si dirà, insufficiente) notizia poiché certamente sovraffollamento, carenza d’organico, suicidi – ancora troppo  recenti disordini dello scorso 28/02/2026 a Piazza Lanza – evidenziano la indubbia fragilità di un regime detentivo ormai stracolmo di criticità strutturali, e, tuttavia, tentare comunque di conoscere meglio la realtà più prossima, con uno strumento che ricalca le linee guida del protocollo d’intesa siglato in data 02/08/2023 tra Anci e Garante Nazionale, può consentire, proprio attraverso la relazione annuale da riferire al Consiglio Comunale, al Sindaco, all’Ass. ai Servizi Sociali, una ricostruzione più puntuale di cosa accada dentro le mura delle case circondariali catanesi, individuando le cause di un malessere che trasformano i luoghi di detenzione in vere polveriere sociali.
Non sono un’esperta di condizione carceraria, sono semplicemente un’attivista di diritti umani che prova a tenersi al corrente sulla misera condizione di chi perdendo la libertà non è detto debba perdere anche la dignità appesa a una “domandina” che diventa l’apritisesamo per soddisfare ogni bisogno in carcere, a quel punto il diritto è già bello che scomparso e trasformato in pena accessoria di mortificazione quotidiana, spesso ampiamente ignorata, pura testimonianza che “l’istanza” è stata presentata a futura memoria. E quindi, bene il plauso al Consiglio Comunale e all’Amministrazione per la sensibilità dimostrata ma perché, mi chiedo: senza oneri a carico per il Comune? Certo il Comune di Catania non naviga nell’oro nell’anno post dissesto, e non mi riferisco all’incarico a titolo gratuito del neo Garante, quanto alla disponibilità, almeno, di un telefono di servizio e di un ufficio con computer e stampante per produrre le relazioni previste da mandato, mandato di 6 anni che scade oltre la vita della consiliatura per assicurarne autonomia e indipendenza, nella collaborazione, fuori dalle logiche di appartenenza.
Mi interrogo, insisto, perché non ci possa/debba essere una via di equità tra il richiedere il puro volontariato per un incarico di servizio ad alto grado di usura – sono certa che chi presenterà le candidature lo farà perché già attivista, persona esperta della materia, fornita di spirito di abnegazione – e il prevedere, anche volendo celebrare le nozze coi fichi secchi, una banalissima assistenza al servizio del Garante tra un ufficio con un telefono e una stampante dentro i luoghi istituzionali, anche solo per ricevere la posta, pertanto, con oneri irrisori per il Comune, nulla che possa allarmare la Corte dei Conti o adombrare consulenze improprie.
Sperem…che “ Senza Respiro” non resti “ senza spicci”, pochi essenziali picciuli!

di Anna Bonforte

redazione

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