11 Aprile 2026

Uno sguardo dal ponte: trionfa la Compagnia Jonica

Uno sguardo dal ponte: trionfa la Compagnia Jonica

GIARRE. Al Cine Teatro Garibaldi di Giarre, la messa in scena della Compagnia teatrale Jonica di Uno sguardo dal ponte di Arthur Miller,  per la regia di Carmelo Cannavò, si è rivelata molto più di una semplice rappresentazione teatrale. È stata un’operazione di “svecchiamento” stilistico che ha trasformato il dramma sociale di Miller in un racconto dalla potenza espressiva quasi cinematografica, capace di scuotere il pubblico e restituire alla tragedia la sua dimensione più ancestrale e universale.
Il merito principale di Cannavò risiede nella capacità di aver asciugato il testo, evitando le secche del verismo didascalico per abbracciare un ritmo incalzante, dove ogni inquadratura scenica sembrava pensata per l’occhio di una macchina da presa. Insieme alle scene curate da Gaetano Venuto e Mariangela Grasso, dominate dall’incombente e simbolico Ponte di Brooklyn, la regia ha creato un’atmosfera sospesa. Qui, il destino degli immigrati italiani non è solo un fatto di cronaca, ma il motore di una tragedia greca moderna dove il desiderio e la colpa non lasciano scampo.
Il successo dell’operazione poggia interamente su un cast numeroso e straordinariamente affiatato, capace di rifuggire ogni tentazione grottesca per restituire una drammaticità autentica.
Sebastiano Lo Faro incarna un Eddie Carbone monumentale: calzante, efficace e forte di un’esperienza teatrale che gli permette di tratteggiare con precisione chirurgica la discesa agli inferi del protagonista. Al suo fianco, Veronica Scandurra offre una Beatrice impeccabile, restituendo con intensità le sfumature di una moglie sospesa tra amore e rassegnazione. Arianna Galeano, nei panni della nipote Caterina, splende per perfezione dei tempi e sensibilità interpretativa, facendo da perfetto contrappunto al Rodolfo di Carlo Renna. Quest’ultimo, pur essendo al debutto, ha mostrato una maturità sorprendente nel dare corpo al giovane innamorato, fratello del possente e carismatico Marco, interpretato da un Gaetano Venuto in stato di grazia, che ha saputo coinvolgere il pubblico con una vis attoriale davvero carismatica.
A tessere le fila narrative del dramma è l’avvocato Alfieri, interpretato da un Salvo Di Franca praticamente perfetto: la sua recitazione algida e distaccata funge da contraltare ideale alla passionalità degli altri protagonisti. Notevoli anche le prove dei caratteristi Gioacchino Santitto (Louis) e Marco Silvestro (Mine), capaci di dare spessore a figure essenziali per il colore e il ritmo della vicenda.
La forza della produzione si estende a ogni singolo elemento del cast, che contribuisce a creare un microcosmo vibrante di vita. Dai debutti felici di Salvo Vitale e Katia Leonardi (rispettivamente il macellaio Boss e la signora), alla solida presenza del comparto dei poliziotti formato da Giambattista Galeano, Alessandro Valastro e Alessandro Battiato, ogni ingresso in scena ha aggiunto un tassello al mosaico del dramma familiare e sociale.
L’umanità che popola il quartiere — interpretata con partecipazione da Matteo di Franca, Lucilla Trombetta, Angela Giammuso, Elvira Piacenti e dai piccoli Alessandra Galeano, Tommaso e Davide Iannaci — non è stato un semplice sfondo, ma il “coro” necessario a sottolineare l’inevitabilità della colpa e dell’emarginazione.
Lo spettacolo della Compagnia Teatrale Jonica è un esempio di teatro che funziona perché sa parlare al presente. Unendo il dramma dell’integrazione ai grandi conflitti morali dell’animo umano, Cannavò e i suoi attori hanno regalato a Giarre una pagina di grande intensità, giustamente premiata dai calorosi applausi di un pubblico visibilmente coinvolto. Una replica che conferma come la classicità, se maneggiata con coraggio e visione, non smetta mai di essere contemporanea.
Domani sera (domenica 12 aprile 2026) si replica alle ore 17.30. Da non perdere.
Mario Pafumi

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Mario Pafumi

Mario Pafumi

mario.pafumi@tiscali.it Mario Pafumi (OdG Sicilia N° 165054) Classe 1956. Giornalista pubblicista dal 1993. Sono stato responsabile di diversi uffici stampa e direttore responsabile di alcune testate cartacee e online. Dal 1990 corrispondente del Giornale di Sicilia, e dall'apertura, di GdS online. Redattore di Freepressonline dal 2024.