10 Aprile 2026
Toscano: “Etnambiente, tre bandi annullati in sei mesi”

Il consigliere comunale di opposizione del Comune di Belpasso, Stefano Toscano, interviene sulla vicenda Etnambiente dopo gli ultimi provvedimenti di annullamento di bandi pubblici
“Dopo l’annullamento del bando nell’agosto 2025, ottenuto a seguito della mia segnalazione, oggi emergono fatti ancora più gravi” afferma Toscano.
Secondo quanto riportato nella nota, con verbale n. 10/26 del 2 aprile 2026 sono stati annullati altri due bandi pubblici di Etnambiente. La motivazione indicata riguarda la mancata approvazione preventiva della programmazione del fabbisogno del personale da parte della Giunta comunale.
“Bandi pubblicati senza che il Comune avesse autorizzato le assunzioni” si legge nella ricostruzione riportata dal consigliere.

Toscano segnala inoltre una serie di criticità verificatesi in un arco temporale di circa sei mesi, tra agosto 2025 e febbraio 2026, tra cui “bandi con clausole vaghe e discriminatorie, violazioni dei regolamenti sulla pubblicazione, atti con errori evidenti e incongruenze e, oggi, procedure avviate senza i presupposti fondamentali”.
“Non è più un episodio isolato. È un modo di operare sbagliato e ripetuto” afferma il consigliere.
Nel corso del Consiglio comunale, Toscano riferisce di aver chiesto una presa di posizione chiara, proponendo “le dimissioni del CdA oppure un intervento deciso del sindaco”. Il consigliere riporta la risposta del sindaco: “ritengo che CdA ha operato bene a prescindere da quello che lei dice, non posso chiedere le dimissioni a persone che stanno operando bene”.
“Alla luce degli atti ufficiali, questa affermazione è inopportuna e inadeguata e smentita dai fatti” aggiunge Toscano.
Il consigliere chiede quindi “le dimissioni dell’intero CdA e anche quelle del Direttore, che per statuto è responsabile della gestione amministrativa e delle procedure dell’Ente”.
“Si tratta di bandi annullati, errori riconosciuti e irregolarità evidenti” sottolinea Toscano, che conclude: “Tre bandi annullati in sei mesi. Questa non è normalità”.






