09 Aprile 2026
Palestra Lupo di poteva salvare già anni fa?

La Lupo continua a essere un tasto dolente per i catanesi sotto molteplici punti di vista. Vedere che, in questi giorni, si sta consumando la demolizione definitiva di un centro simbolo per la città rappresenta un dolore troppo forte, per tanti e per ragioni diverse.
Palestra Lupo si poteva salvare? Probabilmente sì, ma è qualcosa a cui si sarebbe dovuto pensare anni fa, ancora prima dell’inizio del 2000, quando per la prima volta si parlò della realizzazione di un grande parcheggio che doveva essere messo a servizio della città, così come ricorda anche il direttore di Confcooperative Sicilia, Luciano Ventura.
Negli anni la Lupo è stata davvero un punto di riferimento: un tempo affidata ad associazioni, successivamente presa d’assalto da varie occupazioni che si sono susseguite, molte delle quali con fini nobili. In questo frangente, però, c’è chi ha difeso la Lupo fino allo stremo delle forze, occupandola, cercando di far sentire la propria voce e soprattutto le proprie ragioni.
Slogan, lettere, e anche un presidio in Consiglio comunale che, purtroppo, non è andato a buon fine e che ha portato, in quel caso specifico, alla chiusura anticipata della seduta in Comune. A breve, quello che rimarrà di palestra Lupo, però, sarà solo un mucchio di macerie.
L’ingegnere Ventura, poi, durante l’intervista rilasciata a FreePressOnline e Catania Free Press (il nostro settimanale digitale), ha fatto riferimento a un concorso di idee che è stato effettuato nel 2016, quando i problemi della città erano di un determinato tipo e anche le esigenze attorno alla comunità erano ben diverse da quelle che si rispecchiano nel 2026. Ma, a distanza di un decennio, la problematica rimaneva sempre la stessa: l’occupazione di palestra Lupo, e il tentativo di salvarla spingendo su un concorso di idee e trovando così progetti che potessero essere messi in atto dall’amministrazione che all’epoca guidava la città di Catania, con a capo il sindaco Enzo Bianco.
Il concorso a cui si fa riferimento prevedeva la presentazione di progetti da parte di gruppi di professionisti nazionali e internazionali, tutti giovani e con ampie vedute, che hanno proposto idee di riqualificazione del luogo senza un cambio di destinazione: «Tutti seguivano l’idea di un miglioramento del centro di aggregazione, con una maggiore fruizione e una maggiore razionalità del luogo». È sufficiente osservare alcuni dei progetti presentati, compresi quelli che poi hanno vinto il concorso, per rendersi conto che l’obiettivo era abbattere realmente le barriere visive e non solo: spazi caratterizzati da ampie vetrate che potessero diventare sale congressi, centro studi, centri di aggregazione per associazioni, e altro ancora. Insomma, mettere al centro palestra Lupo e fare in modo che potesse continuare a essere un luogo aggregativo per i giovani del territorio.
Da quel momento in poi, però, questa parentesi si è chiusa definitivamente e restano soltanto i progetti che, oggi, avrebbero potuto diventare lo spunto per trovare un equilibrio tra i fondi derivanti dal PNRR e la possibilità di consegnare alla città uno spazio aggregativo.
Ma mentre palestra Lupo viene cancellata per fare spazio a un nuovo parcheggio, fermo restando l’esigenza di rendere più fruibile una zona ad alta densità di traffico, la domanda rimane sempre la stessa: cosa possiamo fare per dare alla città e ai giovani residenti luoghi di aggregazione, oltre ai parcheggi?
In questo caso specifico, la risposta dell’ingegnere Ventura è stata chiara: «La città di Catania avrebbe bisogno di pianificare, insieme a tutte le altre cose, anche centri aggregativi, i centri sociali… Piuttosto che aspettare che un luogo venga dismesso, occupato e poi diventi un problema per la città, io preferirei, io approfondirei la questione cercando di individuare dei luoghi che possano essere destinati prima a spazi di aggregazione, ovviamente luoghi pubblici, oppure privati che magari hanno immobili che intendono donare alla città».





