03 Aprile 2026

Catania, capitale della buca

Catania, capitale della buca

Al via il concorso “Vota la tua voragine”

C’è chi parla di crisi, chi di turismo, chi di rilancio urbano. E poi c’è Catania, che con coerenza e spirito d’innovazione sceglie di puntare su ciò che davvero la distingue: le buche. Non semplici imperfezioni dell’asfalto, ma vere e proprie opere d’arte urbana, disseminate con cura certosina dal centro storico fino alle periferie.

Nasce così — in modo del tutto non ufficiale ma estremamente necessario — il primo concorso cittadino: “Vota la tua Buca”.

Un’iniziativa che invita cittadini, automobilisti, motociclisti e sospensioni ammortizzate a eleggere la voragine più rappresentativa dell’anno.



Le categorie sono tante e tutte degne di nota:

Miglior buca storica (presente dal 2003, ormai patrimonio UNESCO mancato)

Buca rivelazione (aperta improvvisamente dopo una pioggia di 12 minuti)

Voragine estrema (consigliata per SUV e spiriti avventurosi)

Toppa artistica (asfalto rattoppato con geometrie degne di un quadro astratto)

Guidare a Catania, ormai, non è più un semplice spostamento: è uno sport

Slalom, riflessi pronti, capacità di previsione degne di un meteorologo. Le scuole guida dovrebbero aggiornare i programmi: accanto alla partenza in salita, introdurre il modulo “schivata buca in curva con traffico creativo”.

Gli abitanti lo sanno bene. Ogni quartiere ha la sua “buca simbolo”, quella che fa da punto di riferimento più del bar sotto casa. “Ci vediamo alla voragine dopo il semaforo”, è una frase ormai entrata nel linguaggio comune. E mentre le sospensioni chiedono pietà e i meccanici sorridono soddisfatti, la città lancia il suo nuovo slogan turistico: “Catania: Occhio alla buca.”

Un invito, certo. Ma anche una filosofia di vita

Perché qui non si tratta solo di evitare ostacoli: si tratta di accettarli, aggirarli e, perché no, votarli. Del resto, in una città dove anche l’asfalto ha carattere, la normalità è sopravvalutata.

Davide Anastasi

Davide Anastasi