31 Marzo 2026

Turiste ungheresi, incubo tra Catania e Paternò: si attende ritorno in aula

Turiste ungheresi, incubo tra Catania e Paternò: si attende ritorno in aula

Si torna a parlare del processo riguardante la grave aggressione ai danni di due turiste ungheresi, avvenuta tra Catania e Paternò lo scorso 27 agosto 2025.

Secondo quanto riferito da Lidak Noemi, i fatti sarebbero iniziati dopo aver accettato, insieme all’amica, un passaggio offerto da due uomini incontrati poco prima alla Playa di Catania. La giovane ha spiegato che, dopo essere salita a bordo, si sarebbe resa conto che il veicolo non stava seguendo il percorso verso il B&B e che, nonostante le ripetute richieste, a lei e all’amica non sarebbe stato consentito di scendere.



Noemi ha raccontato che, durante il tragitto, uno degli uomini seduto accanto a lei e lo stesso conducente avrebbero iniziato a molestarla con contatti fisici non consensuali, mentre analoghe condotte sarebbero state rivolte anche all’altra ragazza. Ha inoltre riferito che, durante una sosta in una zona isolata, entrambe sarebbero state costrette ad assumere una sostanza stupefacente sotto minaccia. La giovane ha poi descritto uno stato di forte paura e agitazione, spiegando di essere riuscita a contattare una familiare per chiedere aiuto e fornire indicazioni utili alla localizzazione del mezzo.

Successivamente, la stessa giovane donna ha anche dichiarato di essere in grado di riconoscere senza esitazione gli autori dei fatti, indicando anche i ruoli ricoperti dai tre uomini, e ha espresso la convinzione che l’azione fosse stata organizzata per abusare di loro.

Analoga la versione fornita da Nemeth Krisztina, che ha confermato di essere stata avvicinata sulla spiaggia e di aver accettato il passaggio prima di rendersi conto della situazione di pericolo. La giovane ha riferito che, durante il tragitto, gli uomini avrebbero assunto atteggiamenti sempre più aggressivi, dando luogo a molestie continue, tra cui palpeggiamenti e tentativi di baci forzati.

Si attende solo la prossima udienza

Krisztina ha dichiarato di non aver avuto alcuna possibilità di sottrarsi, né di scendere dal veicolo, sottolineando il clima di intimidazione e paura. Ha inoltre confermato che, durante una sosta in un luogo isolato, lei e l’amica sarebbero state costrette ad assumere una sostanza stupefacente e che i tre uomini avrebbero agito in maniera coordinata.

Le dichiarazioni delle due giovani, ritenute coerenti e convergenti, costituiscono uno degli elementi centrali dell’impianto accusatorio.

La prossima udienza è prevista per il 15 giugno 2026, quando si potrà procedere con le arringhe difensive e si saprà se i video menzionati durante l’ultima udienza verranno ammessi come prova oppure no.

Ultimo aggiornamento

Francesca Gugliemino

Francesca Gugliemino