17 Marzo 2026
Non solo sull’Etna: cratere in città, in piazza Eroi d’Ungheria

Il degrado, a Catania, sembra essere diventato una parola d’ordine e un tratto distintivo. Solo pochi giorni fa abbiamo raccontato le buche di piazza Verga e lo scempio, purtroppo costante, di Corso Martiri della Libertà. Questa volta, però, tocca a un’altra zona ben nota della città: la strada che unisce l’inizio di Corso Indipendenza, dove si trova piazza Eroi d’Ungheria e la fine di Viale Mario Rapisarda.
Lì, dove settimana dopo settimana si tiene un mercatino molto frequentato e dove c’è un continuo via vai di auto, da tempo c’è anche una voragine immensa, profonda e spaventosa. Sì, chiamarla “buca” sarebbe un errore, un appellativo riduttivo che rischia di distorcere la realtà. Quella non è una semplice buca, ma un’apertura a cielo aperto che intacca anche parti dei sottoservizi.
Non si tratta soltanto di sporcizia gettata lì, come se quello fosse il punto naturale in cui scaricare i rifiuti, ma anche di un albero gravemente penalizzato: intorno al tronco si è formata una cavità che, con ogni probabilità, nel tempo è stata allargata anche dal passaggio dei bracci meccanici utilizzati per movimentare i sacchi, spesso accumulati proprio in quell’area.
Il tutto non finisce qui, perché la voragine, in un certo modo, è anche “segnalata”: transenne non del tutto dritte, massacrate nel tempo, quasi simboliche, che non sembrano spaventare nessuno, soprattutto chi continua a lasciare rifiuti giorno dopo giorno.
Eppure, dentro questa storia, c’è anche un dettaglio che sembra un racconto a parte, tra il tragico e il romantico: una piccola “famiglia” di piccioni che torna sempre nello stesso punto, perché sa di trovare del cibo. Basta avvicinarsi per avvertire un cattivo odore e, soprattutto, per vedere come la spazzatura venga lasciata lì, quasi a morire, come se quello fosse l’ultimo viaggio dei rifiuti. Avanzi di cibo, organico di vario tipo, ma anche abiti, bottiglie di vetro e materiali che lì non dovrebbero proprio stare.
In questo scenario ancora quasi post-apocalittico si vedono sacchi aperti sul bordo della strada, una viabilità compromessa dalla voragine e rifiuti ovunque. Gli automobilisti hanno imparato a evitarli come se fosse normale che siano lì, come se facesse parte della carreggiata. Anche per i residenti, a forza di conviverci, lo scempio sembra diventato “normalità”: il cattivo odore sotto il naso, i rifiuti in giro, la sensazione di un decoro urbano lasciato in sospeso.
- Voragine in Piazza Eroi D’Ungheria – FreePressOnline
- Voragine in Piazza Eroi D’Ungheria – FreePressOnline
- Voragine in Piazza Eroi D’Ungheria – FreePressOnline
- Voragine in Piazza Eroi D’Ungheria – FreePressOnline
E così la causa di tutto diventa una partita a ping pong tra l’inciviltà di chi sporca e una gestione che, a quanto pare, non riesce a reggere l’urto quotidiano. Perché proprio lì, in un piazzale frequentato anche la sera, quella voragine sembra ormai essersi trasformata in un segno distintivo. Un dettaglio che non dovrebbe esistere, ma che invece è lì, davanti agli occhi di tutti.








