11 Marzo 2026

Ok del Cdm a Finanziaria e Bilancio: Schifani «conti Sicilia virtuosi»

Ok del Cdm a Finanziaria e Bilancio: Schifani «conti Sicilia virtuosi»

Per il secondo anno consecutivo, il Consiglio dei ministri non impugna la legge di stabilità e il bilancio di previsione della Regione Siciliana, certificando la tenuta dei conti pubblici e la legittimità dell’impianto finanziario. Un passaggio che, nelle parole del presidente Renato Schifani, conferma il cambio di passo impresso dal governo regionale e apre ora alla piena attuazione di misure considerate strategiche per crescita, occupazione e investimenti nell’Isola.

«La decisione del Consiglio dei ministri di non impugnare, per il secondo anno consecutivo, la legge di stabilità e il bilancio di previsione 2026-2028 della Regione Siciliana conferma il percorso virtuoso intrapreso dal mio governo nella gestione dell’equilibrio dei conti pubblici e riconosce il rigoroso controllo che abbiamo esercitato sulla legittimità della legislazione finanziaria – si legge in una nota alla stampa di Renato Schifani-. Si tratta inoltre della terza manovra consecutiva approvata senza fare ricorso all’esercizio provvisorio: una netta inversione di tendenza rispetto a pochi anni fa, che dimostra l’impegno portato avanti dal mio governo attraverso una forte politica di sviluppo e investimenti mirati».



«Azioni riconosciute anche dalle principali agenzie di rating internazionali, che hanno prodotto una crescita del Pil superiore alla media nazionale, rafforzato la solidità dei conti pubblici e restituito credibilità finanziaria alla Sicilia. Con questo via libera possiamo proseguire nell’attuazione di norme fondamentali per lo sviluppo dell’isola, come la decontribuzione per le assunzioni e il South working, per le quali abbiamo previsto un investimento di 600 milioni di euro fino al 2028. Norme sulle quali gli uffici erano già al lavoro per garantire la loro rapida attuazione– ha concluso il Pre

sidente della Regione -. In particolare, per rendere ancora più efficace l’effetto della decontribuzione abbiamo avviato contatti con il dipartimento per gli Affari europei della Presidenza del Consiglio dei ministri e con gli uffici della Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unione europea, con l’obiettivo di superare il massimale del regime de minimis di 300 mila euro per azienda nel triennio e ampliare così in modo significativo l’impatto economico dell’intervento sul territorio regionale».

redazione

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