06 Marzo 2026
Parità salariale: a Catania confronto su gender gap

A Catania confronto tra sindacati, imprese e istituzioni su parità salariale, certificazione di genere e direttiva UE sulla trasparenza
Ridurre il divario salariale, rendere più trasparenti le retribuzioni e favorire un cambiamento culturale nel mondo del lavoro. Sono questi i temi al centro del convegno promosso dalla CGIL Catania insieme al Coordinamento donne Cgil e alle principali organizzazioni datoriali del territorio.
All’incontro, organizzato nel Salone Russo, hanno partecipato rappresentanti di Confindustria Catania, Confcommercio Catania e delle istituzioni locali per discutere di certificazione di genere e della direttiva europea sulla trasparenza salariale.
L’iniziativa è stata promossa in occasione della Giornata internazionale della donna.
I dati sul lavoro femminile
Durante il confronto sono stati ricordati alcuni dati significativi sul lavoro femminile in Italia e in Sicilia.
Le donne rappresentano il 51,1% della popolazione, ma continuano a scontare forti disuguaglianze nel mercato del lavoro. Il tasso di occupazione femminile in Italia è pari al 53,3%, mentre in Sicilia è ancora più basso.
Nel territorio di Catania il dato oscilla tra il 29% e il 31%, con un’occupazione spesso caratterizzata da precarietà e part-time involontario, che coinvolge oltre il 31% delle lavoratrici.
A ciò si aggiunge un divario retributivo che supera il 20% nel settore pubblico e il 25% nel privato, anche a parità di ruolo e competenze.
Certificazione di genere e direttiva europea
Tra gli strumenti individuati per ridurre il gender pay gap c’è la certificazione della parità di genere, prevista dalla norma UNI/PdR 125:2022.
Si tratta di un riconoscimento volontario che attesta le politiche aziendali per:
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ridurre il divario di genere
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favorire la crescita professionale delle donne
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garantire parità salariale
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migliorare la conciliazione tra vita e lavoro
La certificazione consente anche agevolazioni contributive e vantaggi nelle gare d’appalto.
Il confronto tra sindacati, imprese e istituzioni
Ad aprire i lavori sono stati il segretario generale della CGIL Catania Carmelo De Caudo, la presidente di Confindustria Catania Maria Cristina Busi, il presidente di Confcommercio Catania Pietro Agen e l’assessora comunale alle Pari Opportunità Viviana Lombardo.
Il dibattito è stato coordinato dalla segretaria confederale CGIL Catania Valentina Di Magro.
Secondo la segretaria confederale CGIL Catania Rosaria Leonardi, i numeri dimostrano quanto sia urgente rafforzare strumenti come la certificazione di genere e la direttiva europea sulla pay transparency.
Parità di genere come leva di sviluppo
Nel corso del convegno è stato sottolineato come la parità di genere non sia soltanto una questione sociale, ma anche economica.
Secondo gli interventi dei rappresentanti delle imprese, ridurre il gender gap potrebbe generare un beneficio stimato fino al 9% del PIL, aumentando produttività e competitività delle aziende.
Le esperienze dal territorio
Durante il confronto sono state presentate anche esperienze concrete di aziende e lavoratrici, con interventi di rappresentanti delle categorie sindacali e del mondo imprenditoriale.
Tra i temi emersi:
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carriere femminili ancora limitate
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difficoltà di conciliazione tra lavoro e famiglia
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abbandono del lavoro dopo la maternità
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necessità di rafforzare la contrattazione collettiva
L’obiettivo: lavoro più equo e inclusivo
A chiudere l’incontro è stata la segretaria confederale di CGIL Sicilia Gabriella Messina, che ha ribadito l’importanza di rafforzare strumenti di trasparenza e parità salariale.
L’obiettivo è garantire retribuzioni dignitose e pari opportunità, evitando che molte donne rischino, nel lungo periodo, povertà e pensioni insufficienti.






