28 Febbraio 2026
La carne di cavallo diventa un caso ideologico, contro tradizione e cultura

Da esponenti del centrodestra un fermo no al disegno di legge che estende lo status di “non destinato alla produzione di alimenti” al cavallo, asini e muli.
“La proposta di proibire la macellazione della carne equina va a intaccare tradizioni e cultura popolare, specialmente in terre come la Sicilia e Catania, è storia e identità gastronomica”.
Lo dichiara il senatore Salvo Pogliese (Fratelli d’Italia) annunciando la sua opposizione alla proposta di legge che mira a estendere lo status di “non DPA” (Non Destinato alla Produzione di Alimenti) a tutti gli equidi sul territorio nazionale, di fatto vietandone la macellazione. “Esistono già normative chiare che permettono al proprietario di scegliere se destinare l’animale alla filiera alimentare o meno. Trasformare questa possibilità in un obbligo generalizzato sarebbe un atto ideologico che ignora le conseguenze reali sul sistema economico e sociale. Si andrebbero a colpire gli allevatori custodi delle razze autoctone, spesso in aree marginali, che rischiano di non poter proseguire nella loro attività con il rischio di una ingente perdita di biodiversità”.
In Italia la filiera dell’allevamento equino destinato alla produzione di carne vede la Sicilia al primo posto assoluto con ben 2.532 aziende di allevamento equino, a fronte di un totale nazionale di 11.105 aziende, e con 8.051 cavalli allevati nell’Isola su un totale di 45.984 in Italia.
“La tutela del consumo di carne di cavallo non è soltanto una questione economica. È una scelta che riguarda l’identità enogastronomica di interi territori, a partire da Catania e Floridia”, aggiunge Santo Primavera, deputato regionale del gruppo Mpa – Grande Sicilia e componente commissione Attività produttive e agricoltura, che ha presentato un’interpellanza al presidente della Regione e all’Assessore regionale per l’Agricoltura sulla questione inerente alla macellazione e al consumo di carne equina. “Le iniziative legislative presentate a livello nazionale per vietare il consumo di carne di cavallo rischiano di colpire in modo diretto uno dei segmenti più caratterizzanti dell’offerta enogastronomica della Sicilia orientale, nonché le stesse macellerie. È un tratto distintivo, riconoscibile, che contribuisce all’attrattività turistica e culturale”.

Daniele Lo Porto
Daniele Lo Porto (OdG Sicilia N^ 50259) Classe 1959. Giornalista professionista dal 1992. Sono stato capo dell'Ufficio stampa della Provincia regionale di Catania e redattore di Telecolor. Dal 1984 corrispondente del Giornale di Sicilia, dal 2020 di Tgs e di Freepressonline. Nel 2008 nominato Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.




