05 Febbraio 2026

Minnuzze di Sant’Agata, la ricetta è del belpassese Roccella

Minnuzze di Sant’Agata, la ricetta è del belpassese Roccella

Secondo la tradizione, le Minnuzze erano prodotte dalle suore di clausura dei monasteri siciliani, ma un vero innovatore locale fu Salvatore Roccella

Le celebri Minnuzze (o minne) di Sant’Agata a forma di seno sono delle cassatine semisferiche che racchiudono un simbolismo ancora più antico: richiamano i seni della dea Iside, venerata come madre universale, e i pani dolci dei riti eleusini di Demetra (conosciuti ad oggi come “i panzerotti”), consumati come simbolo di fertilità e abbondanza. Con l’avvento del Cristianesimo, tali culti furono reinterpretati e trasformati in devozione cristiana: l’ablazione dei seni subita da Agata nel martirio trovò così una rappresentazione iconografica nei dolci, creando un ponte tra fede, storia e cultura popolare.

Secondo la tradizione, le Minnuzze erano prodotte dalle suore di clausura dei monasteri siciliani, ma un vero innovatore locale fu Salvatore Roccella, pasticcere belpassese e primo maestro del Cavalier Francesco Condorelli, il quale divenne famoso in tutto il mondo per i suoi torroncini. Roccella gestiva una pasticceria sotto le scale della Chiesa Cristo Re, nel quartiere Purgatorio di Belpasso, oggi conosciuta come “U Bucu” (soprannome dato dal quartierista Paolo Martinello) di Mario Signorello. Lì la foto di Roccella è ancora appesa al muro. Condorelli, nel libro biografico “La mia vita”, ricorda con affetto i pomeriggi trascorsi nella pasticceria lungo la diciottesima traversa, subito dopo la scuola, imparando i segreti di un’arte dolciaria che avrebbe reso Catania famosa nel mondo.



Le Minnuzze di Sant’Agata non sono dunque solo dolci: sono simboli di storia, devozione e memoria, che intrecciano il culto di Agata, le tradizioni pagane e la creatività dei maestri pasticceri. Ogni anno, durante la festa della Santa, queste opere d’arte celebrano il coraggio della martire, la memoria dei culti antichi e la maestria dei pasticceri locali, rafforzando il legame tra Catania, Belpasso e la Sicilia intera, in un viaggio che unisce sacro, storia e gusto.

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Chiara Lucia Germenà

Chiara Lucia Germenà

Chiara Lucia Germenà (OdG Sicilia N^ 177881). Classe 1996. Giornalista e Dott.ssa in “Lingue e Letterature Comparate”. Appassionata di cultura e spettacolo: “Se non mi trovi cercami a Teatro”.