22 Gennaio 2026
Emergenza porti Catania: barche affondate e pescatori in crisi

Emergenza porti insicuri nella provincia di Catania: barche affondate e pescatori in difficoltà
L’emergenza porti nella provincia di Catania non riguarda più solo Ognina. Nelle ultime ore, il mare ha provocato danni anche all’interno del porto di Riposto, dove barche sono affondate e altre distrutte all’esterno, comprese unità ormeggiate nei cantieri.
Un dato inquietante emerge con chiarezza: le barche non sono più al sicuro né dentro i porti né nelle aree antistanti, trasformando infrastrutture nate per proteggere in luoghi di pericolo.
Riposto, Ognina e il fallimento della sicurezza portuale
Il mare ha colpito senza distinzioni: pescherecci, barche da diporto e imbarcazioni in manutenzione. I danni sono ingenti e il senso di abbandono è totale.
Un armatore locale, Arcidiacono Gaetano, denuncia:
“Abbiamo sentito parlare della visita del Ministro della Protezione Civile, Nello Musumeci – da ex Presidente della Regione Siciliana – ma perché non è intervenuto prima, quando segnalavamo i pericoli attraverso gli uffici regionali?”
La domanda pesa come un macigno: si interviene solo dopo i disastri, quando le barche sono già affondate e il lavoro perso.
Emergenze, fondi e filtri: i pescatori restano a mani vuote
Arcidiacono prosegue:
“Adesso si parlerà di emergenza, di ristori, di fondi straordinari, ma noi sappiamo già come andrà a finire: attraverso vecchi GAC, FLAG e consorzi, e noi pescatori non vedremo quasi nulla”.
Un meccanismo già visto, che secondo gli operatori disperde risorse senza risolvere i problemi strutturali.
Il pescatore storico Greco aggiunge:
“Qui in Sicilia la pesca non si vuole aiutare. Parlano di ripopolamento ittico solo per intercettare fondi europei, con progetti inutili o realizzati solo in parte. Il mare è sempre più povero e i porti sempre più pericolosi”.
La mossa della Federazione Armatori Siciliani
La Federazione Armatori Siciliani, che da anni denuncia l’insicurezza dei porti etnei, annuncia ora una linea dura e documentata:
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Accesso agli atti presso gli enti competenti;
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Richiesta del Documento di Valutazione dei Rischi relativo ai porti regionali;
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Verifica di fondi assegnati, spesi e opere effettivamente realizzate.
“Siamo quasi certi di trovare poco o nulla, a fronte di milioni di euro annunciati negli anni”, afferma la Federazione.
Pronti gli esposti alle Procure
Alla luce dei nuovi eventi, la Federazione annuncia:
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Deposito di esposti dettagliati presso le Procure di Palermo e Catania;
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Attenzione a sicurezza portuale, gestione dei fondi pubblici ed europei, responsabilità amministrative e politiche.
“Le Procure sono attente non solo alla sicurezza, ma anche ai traffici politici e alla gestione dei fondi europei. Ed è lì che vogliamo portare i fatti”, sottolinea la Federazione.
Una certezza amara
Il mare ha parlato ancora una volta. I porti non proteggono, le barche affondano e i pescatori pagano.






