21 Dicembre 2020

Via Castromarino, Lombardo: “Studieremo altre misure di sostegno”. Gli sfollati: “Siamo stati abbandonati”

Via Castromarino, Lombardo: “Studieremo altre misure di sostegno”. Gli sfollati: “Siamo stati abbandonati”

Oggi si è discusso degli sfollati di via Castromarino in due sedi istituzionali del Comune di Catania: al I Municipio e alla X Commissione.

Alle 11.45 è stato il momento dell’assessore alle Politiche e Sociali della giunta Pogliese, Giuseppe Lombardo, di incontrare Oriana Pappalardo, rappresentante degli sfollati di via Castromarino, al I Municipio. In queste sede, Lombardo ha annunciato che si sta studiando qualcosa per dare maggiore respiro alle famiglie. Le future misure, sarebbero in aggiunta al bonus famiglia, pari a 280 euro mensile, di cui per la verità stanno beneficiando solo due nuclei familiari da appena 2 mesi. Cioè, da quando sono stati forniti all’Amministrazione i contratti di locazione. Gli altri nuclei non sono riusciti a presentare la domanda per tempo. Resta quindi una grossa lacuna: per mesi, le famiglie catanesi di via Castromarino non hanno ricevuto ristori economici, dopo essere state vittime del crollo delle loro abitazioni.

Del sostegno  secondo la deputazione catanese del M5s, con in testa il consigliere Graziano Bonaccorsi, sarebbe dovuto arrivare dalla Protezione Civile regionale. Questa, stando a quanto da noi appreso fino a oggi, sembra non essere mai stata interpellata dai colleghi del Comune di Catania. Sul ruolo dell’Amministrazione comunale e le sue varie interazioni con la Protezione Civile nel caso di via Castromarino, si è discusso oggi nella seduta della Decima commissione. L’assessore Alessandro Porto non ha partecipato poiché a Palermo per altri impegni. Presente il dirigente della Protezione Civile e Supporto Operativo alla Pubblica Incolumità Marco Romano. L’assenza della parte politica non è andata giù a Enzo Bianco e Giuseppe Gelsomino, che hanno abbandonato i lavori della commissione.



Romano ha spiegato che “La Protezione Civile regionale è stata investita su questo argomento. Ne è prova la presenza dei tecnici nella giornata in cui si è verificato l’evento e anche nei tavoli successivi dove si è discusso su come si poteva intervenire. Oggi siamo in una fase conclusiva. Nell’ultimo tavolo tecnico in cui hanno partecipato l’ente appaltante (Ferrovie Circumetnea) e la ditta che sta svolgendo i lavori di costruzione del tunnel della Metro si è arrivati ad una soluzione condivisa dal Genio Civile: tirare fuori la talpa e riempire la cavità dovrebbe ristabilire totalmente le funzionalità dell’edificio. Resterebbero da ricostruire la parete che è venuta giù e delle parti murarie e dei solai. Questo potrebbe portare ad avere l’agibilità e la riconsegna dell’edificio ai proprietari. In 108 giorni lavorativi, a detta della Fce ciò sarebbe concluso”.

“In questa fase il Comune di Catania è fuori dalle questioni di carattere tecnico, perché i lavori sono nelle mani della ditta appaltatrice. Noi attendiamo che i lavori siano completati e le opere riconsegnate ai proprietari”.

Il consigliere Giovanni Grasso non si è mostrato d’accordo con Bonaccorsi, che da sempre sostiene che si sarebbe dovuta invocare la Protezione Civile per sostenere gli sfollati di via Castromarino. A Freepressonline, infatti, l’esponente del Gruppo Misto spiega che “Parlare di Protezione Civile non è pertinente,  perché non sappiamo se l’evento è calamitoso o meno. Lo dovrà dire la Magistratura. Resta il fatto che a queste famiglie bisogna dare aiuto e poi casomai rivalersi sul responsabile”.

Il consigliere lombardiano Sebastiano Anastasi, sentito telefonicamente dalla nostra redazione ha ricordato come il problema sia, in verità, molto ampio. “Sull’emergenza abitativa siamo all’anno zero. La legge che ha regolamentato un piano casa risale alla Legge Fanfani del 1951. L’Amministrazione di una città in dissesto, con i servizi sociali ha portato avanti il risultato del buono famiglia. Il 28 dicembre abbiamo in audizione il responsabile della Protezione Civile. Vediamo se conferma quello che ci è stato detto da Porto: tutte le procedure che vengono attivate per gli eventi calamitosi in via normale qui sono congelate perché c’è un un’inchiesta in cui si deve capire chi ha causato il danno”.

Bella beffa per i proprietari dell’immobile crollato in via Castromarino, che appaiono in messi in croce dall’avanzamento della Metro e condannati a degli enormi disagi da norme e burocrazia fredde. Sono cittadini catanesi quelli di via Castromarino. Quindi, a prescindere dalle norme, il Comune deve o no stare al loro fianco?

 

Ultimo aggiornamento

Mari Cortese

Mari Cortese

Mari Cortese docente, redattrice e content creator per i social. Appassionata di enogastronomia, tradizioni e arti visive.