24 Novembre 2025
Mascalucia restituisce beni confiscati alla criminalità

Mascalucia restituisce alla comunità i beni confiscati alla criminalità
Il Comune di Mascalucia ha pubblicato un avviso pubblico per la concessione gratuita dei beni immobili confiscati alla criminalità organizzata, ora patrimonio indisponibile dell’Ente, ai sensi dell’art. 48 del D.Lgs. 159/2011 e del Regolamento comunale approvato con delibera consiliare n. 71 del 25 settembre 2025.
L’iniziativa rientra nella Strategia nazionale per la valorizzazione dei beni confiscati prevista dalla Delibera CIPE n. 53/2018 e nei decreti dell’Agenzia Nazionale per i beni sequestrati e confiscati.
Beni disponibili e finalità
I beni oggetto della procedura sono quattro immobili situati in diverse zone del territorio comunale:
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Terreno agricolo in contrada Torre Ombra (oggi via Tiziano)
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Villino con terreno in contrada Mompilieri (oggi via Petrarca)
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Bottega in Corso Michelangelo
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Unità abitativa in via dei Papaveri
Saranno prioritari i progetti che prevedano:
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Orti sociali e giardini a fini ricreativi
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Servizi di protezione civile e ambientale
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Progetti a vocazione sociale a beneficio della comunità e dei soggetti più fragili
Chi può partecipare
Possono partecipare:
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Comunità, enti e associazioni del Terzo Settore
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Cooperative sociali, comunità terapeutiche e centri di recupero
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Associazioni di protezione ambientale e operatori dell’agricoltura sociale
I partecipanti devono essere privati di scopo di lucro, regolarmente iscritti al RUNTS e in possesso dei requisiti di ordine generale, tecnico e professionale previsti dall’avviso. Restano valide le condizioni di esclusione legate a rapporti con la Pubblica Amministrazione e obblighi antimafia.
Dichiarazioni delle autorità
Il Sindaco Vincenzo Magra commenta:
«Si tratta di un atto di grande valore civile. La destinazione dei beni confiscati deve tornare alla collettività, generando servizi, opportunità e spazi di crescita. Non assegniamo solo immobili, ma costruiamo un modello di partecipazione attiva».
L’Assessore al Patrimonio, Damiano Marchese, aggiunge:
«Abbiamo definito criteri trasparenti e procedure chiare per valorizzare correttamente i beni confiscati. Gli immobili devono diventare motori di sviluppo sociale, gestiti da realtà competenti e capaci di offrire servizi concreti ai cittadini».





