26 Settembre 2025
Il rettore Foti: “Ai giovani chiedo di restare in Sicilia”

Il nuovo rettore: “Vogliamo trattenere i giovani nella nostra isola offrendo formazione di qualità e opportunità di lavoro”
“Ci auguriamo di aprire una nuova stagione di rilancio, con l’obiettivo di accrescere ulteriormente la reputazione dell’Ateneo a livello regionale e nazionale e, soprattutto, di ottenere risultati concreti a beneficio degli studenti. Il mio impegno principale è convincerli a restare in Sicilia per formarsi e lavorare, invertendo la tendenza delle “fughe” fuori dall’Isola.
Il lavoro c’è nella nostra Isola ed offre tante opportunità per restare, crescere professionalmente e aiutare questa terra ad essere sempre più moderna. A noi tocca il compito di offrire una formazione d’eccellenza, che risponda alle vocazioni individuali e, soprattutto, alle richieste del mercato e di tanti investitori che, nei settori più diversi, guardano alla Sicilia con attenzione.
Il mio “primo giorno di scuola” da rettore, come l’ho definito, lo dedico a loro: studenti e studentesse Unict, che rappresentano il futuro e il vero valore aggiunto della nostra comunità.Al personale tecnico e amministrativo prometto invece di adoperarmi affinché l’Università sia sempre più un luogo di lavoro accogliente, sereno e capace di trasmettere entusiasmo. Siamo una grande squadra e sono certo che insieme potremo raggiungere traguardi importanti.
Alla cittadinanza rivolgo un appello. Il nostro Ateneo custodisce numerosi edifici di grande valore storico e architettonico, purtroppo spesso oggetto di atti vandalici. Penso, in particolare, ad alcune aree del prestigioso Monastero dei Benedettini. Questi episodi non solo provocano ingenti danni economici, ma compromettono la didattica, riducendo la nostra capacità di offrire agli studenti spazi adeguati e confortevoli.
Per questo chiedo alla cittadinanza di aiutarci a sorvegliare, custodire e proteggere questi luoghi: sono patrimonio di pregio, ma soprattutto sono “la casa degli studenti”.
di Enrico Foti, rettore dell’Università di Catania



