01 Febbraio 2020

Catania, Anno Giudiziario: «Bullismo in forte crescita»

Catania, Anno Giudiziario: «Bullismo in forte crescita»

La Procura della Repubblica per i Minorenni di Catania sottolinea anche che spesso i dirigenti scolastici omettono di segnalare per non creare discredito all’istituto. Critiche sulla riforma della prescrizione da parte della Camera Penale.

Un quadro allarmante emerge nella relazione presentata dalla Procura della Repubblica per i Minorenni di Catania presentata all’inaugurazione dell’Anno Giudiziario. Nel documento viene evidenziato che sono in continuo aumento il numero delle segnalazioni dei minori, per il rischio di devianza  o per coinvolgimento in contesti di violenza. Questo porta alla necessità di interventi anche immediati.

Bullismo in aumento ma dirigenti scolastici omettono per non screditare l’istituto

Il fenomeno del bullismo, secondo la relazione della Procura della Repubblica, è in forte incremento. Spesso, sottolineano dalla Procura, le “segnalazioni vengono omesse da parte dei dirigenti scolastici per timore di creare discredito all’istituto”. Un altro tema di notevole importanza è quello del cyber-bullismo. Su quest’ultimo la Procura ha annunciato che sono stati programmati molteplici incontri. Il fine è quello di illustrare le strategie preventive  e di lotta al fenomeno e la disciplina normativa.



In costante aumento anche gli interventi della Procura minorile a difesa di minori vittime di molestie per relazioni virtuali. Allarmante è anche l’aumento delle vittime in ambito familiare.

Dalla Camera Penale pioggia di critiche sulla riforma della prescrizione

Tra gli altri temi trattati l’abrogazione della prescrizione dopo il primo grado. Questa appare “sempre più solo un pretesto, un cavallo di Troia, per chiudere i conti con la riforma del processo in senso accusatorio e non più inquisitorio e per aprire una strada alla manomissione del diritto all’impugnazione. Su questi temi l’avvocatura penale non potrà essere né concorde né acquiescente ma eserciterà il suo inviolabile diritto di critica e divulgazione sui temi reali della giustizia”. A giorni, afferma il Presidente della Camera Penale di Catania.

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Temi che per essere oggetto di confronto e corretta informazione dell’opinione pubblica devono essere fondati sulla conoscenza dei reali dati statistici:«Tra pochi giorni daremo notizia dei dati relativi al nostro Tribunale che sono stati raccolti in un lavoro di rilevazione statistica commissionato dall’Unione delle Camere Penali Italiane, con il supporto scientifico di Eurispes, che ha visto anche Catania tra le sedi dell’analisi».

Il presidente  della Camera Penale di Catania commenta: «Da ultimo, e anche questo è pensiero comune delle Camere Penali Distrettuali, non possiamo tacere sull’attacco virulento portato alla funzione ed alla dignità del difensore da esponenti di punta della magistratura associata e ora del CSM: le esternazioni, note a tutti, del consigliere Davigo sulla funzione difensiva, rappresentata come meramente speculativa e parassitaria, fino a teorizzare ipotesi di responsabilità in solido per le impugnazioni, oltre ad essere, anche queste, irricevibili, sono espressioni di gratuita denigrazione di una funzione essenziale per l’amministrazione della Giustizia??

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Nel ricordo di Serafino Famà possiamo affermare che puntare alla minimizzazione ed alla marginalità del difensore non produce solo un vulnus al diritto di difesa, costituzionalmente garantito a tutti i cittadini, ma lascia soli, terribilmente soli e responsabili anche i giudici chiamati a svolgere la fondamentale funzione di amministrare giustizia ed emettere sentenze dopo il necessario contraddittorio tra le parti. Attenzione. Facciamo attenzione. Tutti».

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redazione

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