05 Luglio 2025

Catania, Barbarossa: “Non solo venditori di carne di cavallo”

Catania, Barbarossa: “Non solo venditori di carne di cavallo”

Prima di essere venditori di carne di cavallo e percettori di assegni di inclusione, noi Catanesi “eravamo”…Giovanni Verga, che con il suo realismo ha raccontato la Sicilia al mondo; Vincenzo Bellini, che ha fatto sognare l’Europa con la sua musica; Luigi Capuana, tra i padri del Verismo; Mario Rapisardi, poeta e intellettuale simbolo di impegno civile; Ettore Majorana, geniale fisico teorico, tra le menti più brillanti del Novecento; Francesco Tornabene, botanico e fondatore dell’Orto Botanico di Catania; Andrea Gioeni, naturalista e mineralogista che ha studiato l’Etna come pochi; di Maria Grazia Cutuli, inviata del Corriere della Sera, uccisa in Afghanistan nel 2001, e tanti altri.

Eravamo un popolo di uomini e donne coraggiosi:  artigiani sapienti, liutai raffinati, orafi, ceramisti, poeti, musicisti, architetti e costruttori che hanno eretto chiese barocche, palazzi, mercati, trasformando Catania in un crocevia di cultura, lavoro, arte e commercio; uomini e donne che hanno reso le nostre strade luoghi di scambio, creatività e dignità.

Il ricambio generazionale è uno dei grandi nodi irrisolti: spesso nelle strutture pubbliche è pressoché impossibile, con tecnici e funzionari “dinosauri” che restano a vita.



I giovani non trovano spazio, e i concorsi sono troppo spesso “truccati” o costruiti su misura. Negli ultimi 30 anni la fascia 0–24 anni è crollata di oltre il 24%. Migliaia di giovani ogni anno fanno le valigie: una fuga silenziosa che nessuno sembra voler fermare.

In questo senso, accolgo con speranza l’elezione del nuovo rettore Enrico Foti: una nuova opportunità per fare dell’Università di Catania il vero cuore pulsante della città, capace di formare giovani preparati, motivati a restare e a costruire qui il loro futuro. Ma servono scelte coraggiose: investire su strutture moderne, servizi efficienti, occasioni di studio e lavoro che trattengano i giovani.

di Marco Barbarossa, responsabile della Città dei ragazzi

redazione

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