26 Giugno 2025
“Paternò, pentito accusa il sindaco Naso: ‘Vicino al clan Morabito'”

Nel processo sull’operazione Athena spuntano le dichiarazioni di Sebastiano Di Mauro: «Rapporti tra Nino Naso e la famiglia mafiosa Morabito». Il primo cittadino si difende: «Dichiarazioni infondate, fiducia nella magistratura»
Una nuova ombra si allunga su Paternò e sulla politica siciliana. A rilanciare le accuse è il collaboratore di giustizia Sebastiano Di Mauro, le cui dichiarazioni sono state depositate nell’ambito del processo abbreviato scaturito dall’operazione “Athena”, condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Catania.
Nel verbale, Di Mauro afferma: «Dichiaro di essere a conoscenza dei rapporti fra il sindaco di Paternò, Nino Naso, e gli esponenti della famiglia Morabito». Parole pesanti, che aggiungono un tassello importante all’inchiesta in cui il sindaco – espressione del mondo autonomista – è indagato per scambio elettorale politico-mafioso.
Secondo quanto riportato dal sito LaSicilia.it, Di Mauro avrebbe raccontato di un presunto appoggio elettorale alle ultime comunali da parte del clan Morabito, elencando incontri conviviali tra esponenti della cosca e il sindaco, e elargizioni economiche per “orientare” pacchetti di voti.
Per Naso, la Procura aveva chiesto la misura cautelare, ma sia il Gip che i giudici del Tribunale del Riesame l’hanno sempre respinta. Ora lo attende il giudizio immediato, come richiesto dalla sua difesa (gli avvocati Vincenzo Maiello e Maria Licata), con l’udienza fissata per settembre.
Il sindaco ha replicato alle accuse: «Non sono preoccupato. Mi confronterò in aula. Le dichiarazioni del collaboratore sono confuse, incerte e infondate. Ho piena fiducia nella magistratura e confido che presto questa vicenda possa chiarirsi».
L’inchiesta segna un nuovo punto di tensione nel rapporto tra mafia e politica nell’isola, confermando quanto il voto in Sicilia sia ancora oggi terreno esposto a pesanti interferenze criminali.





