29 Marzo 2025
Teatro: “Mia moglie si chiama Enzo”, La Compagnia Jonica, al Garibaldi di Giarre regala risate a crepapelle e riscuote applausi

Un appartamento: un salotto molto elegante, tre belle porte, un bel divano, una moglie in carriera, il marito stressato ed infelice, l’amante stanca del suo ruolo e … ed Enzo, la moglie del “Fraterno soccorso”, che veste i panni della moglie, o meglio: un uomo che finge di essere una donna che finge di essere la moglie. Complicato? Sì, no, esilarante, perché a complicare ulteriormente il tutto entrano in scena altri personaggi: un’anziana coppia venuta da lontano per visionare l’appartamento in vendita, ma qui il marito viene scambiato per il marito dell’amante e la moglie viene considerata sua complice; si aggiunge poi il “focoso” marito dell’amante, un bizzarro pregiudicato. Insomma, una perfetta macchina congegnata e architettata per far ridere a crepapelle. Gli elementi ci sono tutti per far esplodere l’incontenibile ilarità del pubblico: la commedia americana, la commedia dell’arte, lo sketch televisivo, la farsa. e… chi più ne ha più ne metta. E’ ciò di cui il pubblico, in questi tempi di follia e di venti di guerra, ha bisogno. Abbiamo tutti bisogno di ridere!
“Mia moglie si chiama Enzo” è il titolo della commedia in due atti messa in scena sabato 29 marzo, nel cine teatro Garibaldi di Giarre dalla Compagnia teatrale Jonica, per la regia di Carmelo Rosario Cannavò, che ha operato nel rispetto dello humour e dei meccanismi comici della commedia. Il teatro comico, nella sua leggerezza più formale che sostanziale, è un banco di prova per tutti, autori ed esecutori. Niente è più corale di un testo che vuol divertire, niente è più collettivo di una farsa dove anche il più piccolo particolare ha la sua valenza, così come anche il più insignificante dei passaggi deve essere curato nei minimi dettagli. Com’è difficile il teatro “leggero”! Divertire, far ridere, interessare senza la pretesa di insegnare qualcosa. Magari insegnare qualcosa “tra le righe”. Far ridere, insegnare a ridere (progetto ambizioso) e ridere degli altri per ridere di noi stessi, proprio come succede ai protagonisti della pièce, perfettamente interpretata da un cast eccellente ed affiatato, formato dagli irresistibili Giambattista Galeano(Giorgio Bongiorno) – Gaetano Venuto (Enzo Conilli, la moglie finta) affiancati dal collaudato duo Orazio Nicotra (Alfio Mascellino) – Angela Giammuso (Teresa Mascellino) e completato dai bravi Lucilla Trombetta (Mirella Bongiorno la vera moglie tradita), Elvira Piacenti (l’amante di Giorgio, Caterina Caratozzolo) e Gioacchino Santitto (Calogero Caratozzolo, il marito coatto dell’amante). Interpretazioni davvero convincenti, guidate sapientemente dal regista Cannavò, che ha permesso agli interpreti portare in scena efficacemente i difetti, le miserie umane che sono comuni a molti di noi. Per condurre il vorticoso dinamismo del testo, l’esperiente regista ha infuso un ritmo incalzante a battute sferzanti, intrighi, contrattempi e malintesi. Nel copione del resto, dal punto di vista strutturale, tutti i temi, i motivi e gli elementi virtuosistici si concentrano ed interagiscono in una sorta di sintesi. Una commedia di questo genere esige il rispetto cronometrico dei tempi, cosa che la Compagnia teatrale Jonica ormai sa fare e fare bene.
Un pubblico delle grandi occasioni ha tributato numerosi applausi a scena aperta ad un cast di attori che ha abilmente sciorinato un repertorio di gag, mostrato capacità mimica e vis interpretativa da far ridere veramente a crepapelle. La pièce teatrale è resa gradevole dalle luci e suoni di Dario Lo Giudice e Danilo Auditore e le scene di Gaetano Venuto e Mariangela Grasso. Domenica 30, alle ore 17.30 si replica. Uno spettacolo da non perdere, ancora pochi i biglietti disponibili. E’ atteso il pubblico delle grandi occasioni.
Mario Pafumi

Mario Pafumi
mario.pafumi@tiscali.it Mario Pafumi (OdG Sicilia N° 165054) Classe 1956. Giornalista pubblicista dal 1993. Sono stato responsabile di diversi uffici stampa e direttore responsabile di alcune testate cartacee e online. Dal 1990 corrispondente del Giornale di Sicilia, e dall'apertura, di GdS online. Redattore di Freepressonline dal 2024.





