22 Febbraio 2025

Catania non può basarsi su interventi d’emergenza | L’Editoriale

Catania non può basarsi su interventi d’emergenza | L’Editoriale

Catania da sempre ha convissuto con il suo carattere dinamico e contraddittorio. La città si trova oggi di fronte a un momento cruciale della sua evoluzione urbana. L’architettura e l’urbanistica della città non sono semplicemente il risultato di un susseguirsi di scelte progettuali puntuali e tra loro slegate da una visione globale della città futura, ma l’espressione di un’identità complessa che si intreccia con la storia, la cultura e le sfide contemporanee. In questo scenario, è fondamentale riflettere sulla direzione che Catania deve intraprendere nei prossimi anni, cercando di preservare la sua ricca eredità storica e culturale mentre si proietta verso un futuro sostenibile e innovativo che tenga conto delle effettive esigenze.

La città si trova ad affrontare gravi criticità ambientali e urbanistiche: emergenza climatica, rischio idraulico elevato, cementificazione eccessiva (oltre 34 ettari di suolo consumati solo nel 2020), alta vulnerabilità sismica e piani urbanistici obsoleti.



Catania e le sue sfaccettature

Catania e la sua area metropolitana rappresentano un nodo strategico nel Mediterraneo, ma manca alla città una valorizzazione adeguata delle sue aree chiave (Waterfront, Librino, Plaja, Porto). Serve un approccio integrato per riconvertire siti dismessi e ridurre il consumo di suolo.

Perno centrale della programmazione della Città futura deve essere la Pianificazione ai diversi livelli (territoriale, infrastrutturale, intercomunale, urbanistica, waterplan, economica, sociale e culturale) che si conferma quale strumento primario di previsione e buon governo del territorio, se associata a micro-interventi ragionati che possano innescare rigenerazione urbana e riqualificare parti di tessuto. Si propone la creazione di un Osservatorio di Governo del Territorio per monitorare normative, snellire procedure e garantire un’efficace gestione urbanistica.

Il nuovo Piano Urbanistico Generale deve superare i limiti del Piano Territoriale Provinciale e del Piano di Area Metropolitana, spesso poco aderenti alle reali necessità della città e dei comuni limitrofi.

L’Ordine sollecita la promozione della qualità del progetto come norma, per garantire un equilibrio tra esigenze economiche e tutela ambientale.

Infine, serve un piano per la fascia costiera, sviluppato con un Ufficio dello sviluppo litoraneo, questo sarebbe prioritario per restituire il mare alla città. Inoltre, sul fronte mobilità, è urgente una viabilità efficiente con parcheggi strategici e la pedonalizzazione di alcune aree del centro storico per liberare gli spazi pubblici dall’inquinamento. Per realizzare questa visione, serve una pianificazione a lungo termine che coinvolga Amministrazione, professionisti, università e cittadini. Il cambiamento non può basarsi su interventi emergenziali, ma su scelte coraggiose che trasformino la città in un modello di sostenibilità e innovazione.

 

*Veronica Leone,
presidente Ordine Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori della provincia di Catania

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