11 Gennaio 2025
Tutti pazzi per la ciclabile

Tra soddisfazione e polemiche inaugurato il collegamento sopraelevato tra piazza Duomo e il Faro Biscari
Per Enrico Trantino e la sua pedalante Giunta la pista ciclopedonale che parte da piazza Duomo e arriva al Faro Biscari, alla fine di un sopraelevato, tortuoso, interrotto percorso, è la “madre di tutte le ciclabili”.
Il sindaco ha spazzato via con un chilometrico post tutte le polemiche, le perplessità e anche le fantasiose, in alcune circostanze, soluzioni alternative proposte dai “professionisti dell’anti auto” e dai “professionisti della bicicletta”.
Anche se, fanno notare, in fase di progettazione non si è tenuto conto del collegamento con quel breve tratto di vera pista ciclabile realizzato al viale Kennedy un quarto di secolo fa.
L’Amministrazione cittadina si sta dimostrando iperattiva sul fronte delle piste ciclabili, in alcuni casi, a sentire molti cittadini, anche con percorsi che metterebbero in difficoltà i più accaniti scalatori spagnoli, specialisti delle corse in salita. Via Santa Sofia, ne è solo un esempio. Diciamo che forse ci si è lasciati prendere un po’ troppo la mano dalla bicimania e dalle richieste dei ciclomani.
Le due ruote sono il mezzo green per eccellenza, ci mancherebbe, diffusissime in tante altre città, anche in capitali importanti e metropoli, ma Catania non è Amsterdam, per esempio, dove il rischio di essere arrotati da una vettura è limitato, ma dalle due ruote è molto di più.
E Catania non è Amsterdam per pendenze, civiltà, educazione, abitudini e presenza di mezzi sulle strade.
Insomma, non basta realizzare piste ciclabili e pedonali per potersi considerare una città verde, ecologista, moderna, civile e con la mobilità sostenibile. Come non basta realizzare impianto sportivi, e lasciarli al degrado, come è accaduto in un recente passato, per poter definire Catania una città sportiva. Lo è, e tanto, ma per merito di presidenti coraggiosi che ottengono scudetti e successi internazionali.
Ma torniamo alle ciclabili. Ora è un fiorire di percorsi protetti, ma speriamo che non siano solo per i pedalatori della domenica, ma possano essere (ne dubitiamo) uno stimolo per diffondere maggiormente e quotidianamente le due ruote.
Una domanda, infine, perché non riconvertire in pista ciclabile, tramite un accordo con la Gestione governativa delle ferrovie dello Stato, la tratta ormai dismessa da oltre sei mesi della linea ferrata della Littorina della Circumetnea nel tratto dalla stazione Borgo alla periferia della città?
Crediti foto: Roberto Viglianisi

Daniele Lo Porto
Daniele Lo Porto (OdG Sicilia N^ 50259) Classe 1959. Giornalista professionista dal 1992. Sono stato capo dell'Ufficio stampa della Provincia regionale di Catania e redattore di Telecolor. Dal 1984 corrispondente del Giornale di Sicilia, dal 2020 di Tgs e di Freepressonline. Nel 2008 nominato Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.





