08 Dicembre 2024
PALANESIMA, IL RECUPERO

Simbolo di cattiva amministrazione, adesso si lavora per restituirlo alla città
Undici anni fa l’allora assessore Parisi colse sul fatto persone che stavano asportando materiale metallico
All’interno del cantiere del PalaNesima corrono tutti. Corrono gli operai, corre l’ingegnere, corre il responsabile dei lavori e corre perfino l’assessore ai Lavori Pubblici e alle Politiche Comunitarie e Sergio Parisi. Bisogna fare presto perché la data cerchiata in rosso è il 2026 e c’è una tempistica da rispettare. Dopo quasi vent’anni di vandalismo, furti e distruzione c’è voglia di rimarginare la più grossa ferita aperta della Città di Catania. Dopo quasi vent’anni di vandalismo, furti e distruzione c’è voglia di mettersi alle spalle il passato e rimarginare la più grossa ferita aperta della Città di Catania.
“È un enorme lavoro cominciato con il rimuovere circa 140 tonnellate di materiali – afferma l’assessore Parisi. Uno scenario sconfortante però non ci ha fatto perdere d’animo e, rimboccandoci le maniche, siamo arrivati fino a questo punto: rimuovere vent’anni di scempio che si sono perpetrati in questa struttura”.
Inaugurato ufficialmente nel 2003 l’impianto da cinquemila posti ospitò le universiadi del 1997 e i giochi militari del 2003. Il Palanesima Universiadi del 1997 e i Giochi militari del 2003. Il PalaNesima doveva essere ristrutturato per ospitare i Mondiali di scherma nel 2011 (poi dirottati al Palaghiaccio) e, successivamente, per i Mondiali di nuoto del 2014.
Speranze cancellate da una dura realtà fatta di assenza di controlli, furti e vandalismo a raffica e un ingombrante scheletro in cemento armato. “Quello che per tutto questo tempo è stata la principessa delle incompiute – prosegue Parisi – sarà presto il fiore all’occhiello di tutta Catania.
Il frutto della strategia che stiamo mettendo in campo da tempo grazie di raccolta straordinaria grazie al gioco di squadra di tutte le direzioni comunali interessate. Circa 11 anni fa io stesso, nel corso di un sopralluogo, feci arrestare due ladri che stavano smontando alcune parti del palazzetto con la fiamma ossidrica. Oggi vedere gli operai al lavoro è motivo di grande orgoglio. I fondi europei – conclude Parisi – sono fondamentali per recuperare strutture abbandonate a Catania. Il segreto è sapere programmare e saperli utilizzare per il bene della collettività”






