30 Ottobre 2024
Discussa in Aula la Catania del futuro, arriva il Piccinato bis

In Consiglio Comunale il dibattito la “vision” del Piano Urbanisti Generale della giunta Trantino ed ecco servito il Piccinato bis del 1964
Il consiglio comunale di Catania presieduto da Sebastiano Anastasi con un lungo dibattito ha esaminato l’atto di indirizzo del Piano Urbanistico Generale (PUG), adottato lo scorso 4 ottobre dalla giunta Trantino. Un confronto nel merito che seppure non previsto dalla nuova vigente legge regionale in materia, l’Amministrazione ha voluto condividere con l’assise cittadina il documento redatto dagli uffici dell’urbanistica.
Il Piano Urbanistico Generale, praticamente un bis di Piccinato
Una parte relativa alla pianificazione urbanistica e un’altra di 166 pagine relativa alla visione e alle strategie di sviluppo, più due articolati grafici sul consumo di suolo e sulla identificazione del costruito. Innova – Catania: produzione, servizi avanzati e qualità. Una città migliore per una vita migliore. È questa l’ambiziosa “vision” del nuovo Piano Urbanistico Generale di Catania contenuta ed esplicitata nell’atto di indirizzo. Nei prossimi mesi si giungerà al documento preliminare.

L’attuale piano urbanistico, redatto da Luigi Piccinato, è datato 1964 ed entrò in vigore nel 1969 con delle modifiche. Non fu mai firmato dall’urbanista.
Clicca per visionare le tavole del piano attualmente in vigore a Catania
Nulla di inedito nel piano regolatore
Un viaggio nel passato dunque, quando si prevedeva una valorizzazione delle periferie, con dei limiti di attuabilità ma con indicazioni di ristrutturazione di quartieri degradati.
Il vicesindaco e Urbanista dell’Università di Catania Paolo La Greca ricalca le linee fondamentali del piano già esistente: “Si focalizza sulla visione di città con i relativi indirizzi e le strategie, delineando gli obiettivi strategici e le priorità per lo sviluppo urbano. Si mira a enfatizzare i temi della qualità urbana, della mobilità e della costruzione dell’infrastruttura verde”.
Praticamente uno dei punti fondamentali del piano redatto nel 1964, anche se, al tempo, non furono indicati il numero di aree verdi dentro e fuori la periferia.
“Si ha l’ambizione di dare a Catania – continua La Greca – il rango di importante realtà europea che essa deve saper riconquistare, tenendo fisso uno sguardo d’insieme sul contesto urbanizzato saturo del territorio comunale, esaurendo le sue possibilità di crescita ulteriore. Si delinea un ribaltamento dell’approccio tradizionale di costruzione di un piano urbanistico usualmente volto al riordino dell’esistente”.
Il piano Piccinato con lo stadio nuovo e il Centro Sicilia
“Nel nostro caso le scelte urbanistiche vanno rivolte alla valorizzazione degli ultimi vuoti urbani che interessano particolarmente le aree poste a ridosso dei confini del territorio comunale, per farli diventare risorse fondamentali per il funzionamento dell’intero ecosistema urbano e valorizzarli come opportunità per dotare la città di servizi e infrastrutture indispensabili per il rilancio della sua efficienza competitiva”.
Basta vedere le tavole dell’inapplicato piano dell’illuminato urbanista romano per rendersi conto come sarebbe dovuta essere Catania, con lo stadio “nuovo” vicino all’aeroporto e la rivalutazione dell’area del Centro Sicilia (realizzata pochi anni fa così come Piccinato l’aveva disegnata).
Ora si ripercorrono i passi di quel progetto, per la prima volta pensato per Catania nel lontanissimo 1935. Ma i tempi erano precoci. Speriamo non lo siano ancora oggi.
Al dibattito sono intervenuti i consiglieri Caserta, Grasso, Spoto, Zarbo, Bonaccorsi Graziano, Bonaccorsi Damien, Ciancio, Buceti, Capuana.





