10 Ottobre 2024
Barriere architettoniche, il Comune di Catania risponde dopo la diffida

Barriere architettoniche, il Comune di Catania risponde dopo la diffida da parte dell’associazione Luca Coscioni.
Botta e risposta tra l’amministrazione comunale e l’associazione di promozione sociale. Quest’ultima ha diffidato il Comune di Catania, lo scorso 5 settembre, in merito alla mancata attuazione del Peba (Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche). A raccontare alla nostra redazione le motivazioni della diffida è uno dei due coordinatori della cellula di Catania, presente da febbraio del 2022.
Le parole di Maurizio Vaccaro
“La legge del 1986 regola i piani di eliminazione delle barriere architettoniche. C’è l’obbligo di redigere e attuare questo piano. Qui a Catania abbiamo fatto un accesso agli atti e ci siamo resi conto che non c’era il documento tra gli archivi del Comune. Abbiamo iniziato con un’azione istituzionale: grazie al consigliere Caserta è stata fatta l’interrogazione al Comune. Il nostro obiettivo è di fare in modo che il Comune adotti il piano, ma soprattutto di collaborare per un diritto dei disabili. Quanto meno accedere agli uffici pubblici. Da marzo a oggi non abbiamo avuto alcuna risposta. La nostra è un’azione di sollecito. La piazza Santa Maria di Gesù, rifatta da poco, non presenta alcuna scivola per disabili. O ancora l’ufficio di stato civile in cui l’accesso ai disabili è impedito, qui dove si rilasciano documenti come quello di nascita”.
“Non c’è la sensibilità per affrontare un problema di grosse dimensioni. Tutti i disabili ci confermano che hanno più volte sollecitato il Comune, che non si è mosso. Se esso risponde, noi ci possiamo mettere a un tavolo per collaborare. Ma se questo non dovesse succedere, noi andiamo avanti. Non c’entra il Comune in dissesto, la legge prevede degli interventi straordinari. La Regione Sicilia ha messo a disposizione un milione di euro per i Comuni siciliani in modo da poter attuare il Peba. Il Comune di Catania non ha preso questi fondi. Bisogna fare una mappatura della città, non vogliamo i miracoli ma bisogna iniziare dai punti più sensibili, almeno l’accesso agli edifici pubblici. Se si fa un piano si comincia, altrimenti non si fa nulla. Nonostante la mozione della maggioranza e la sensibilità dimostrata dall’assessore Brucchieri, il sindaco non ascolta ed è proprio lui che deve dare gli strumenti”.
La risposta del vicesindaco
Il vicesindaco del Comune di Catania, Paolo La Greca, interviene ai nostri microfoni in risposta all’associazione. “Mi sono confrontato con l’assessore Brucchieri. Il Peba è importante, ma è un invito pressante alle amministrazioni comunali di dotarsi di tale piano. Dal 1986 al 2024 si sono susseguite delle amministrazioni. Anche in assenza di tale piano, le azioni sono state fatte: ricordiamo negli anni passati la facilitazione dei marciapiedi sulle strisce o i percorsi per ipovedenti. La cosa che va detta è che il Peba è un piano di settore, va fatto per tutta la città e ha un impegno in termini di risorse. La città di Catania, quando è emersa la legge nel 1986, aveva un piano già scaduto da quasi dieci anni. Ora da quasi sessanta. Anche il Piano urbanistico comunale è un obbligo. Tuttavia, il Comune negli ultimi cinque anni è stato in dissesto: nessuno lo ha commissariato perché la Regione si è resa conto dell’impossibilità a procedere con una pianificazione urbanistica in quanto le risorse non c’erano”.
“Purtroppo, la pianificazione urbanistica non era considerata fra le priorità. Mentre lo erano per esempio l’assistenza sanitaria o sociale. Siamo riusciti a portare in giunta, dieci giorni fa, l’atto di indirizzo del nuovo piano urbanistico comunale uscendo dal blocco totale del dissesto. Mi corre l’obbligo di ricordare che nell’atto di indirizzo c’è un paragrafo (“La città”), quindi il piano guarda con attenzione anche a questo aspetto. Se io oggi avessi trovato un piano per l’abbattimento delle barriere sarei felice, ma dovrei attuarlo. Ci vogliono le risorse per farlo. Il sindaco Trantino ha già avviato una ricerca di risorse per un rifacimento sostanziale di molti dei marciapiedi della città. Non da diversamente abile, ma anche da perfettamente abile, camminare lungo la parte alta di via Etnea è un’avventura. Questa, per esempio, è una misura importante da portare avanti in una città ancora all’anno zero”.
“Lodevole che l’associazione Coscioni solleciti. Persino in Toscana o Emilia-Romagna che, sul fronte urbanistico sono più avanti delle altre e hanno un piano in vigore, meno del 20% dei Comuni aveva adottato il Peba. Dare la croce addosso all’amministrazione di Catania per questo dato non è corretto. Stiamo guardando con attenzione alla questione, ma non possiamo di certo fare tutto domani mattina. Cerchiamo, con risorse scarsissime, di fare quello che possiamo fare con impegno”.
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